Covid, in un mese 64% ricoveri in terapia intensiva e 45% morti tra i No vax. Vaccini, dopo 6 mesi protezione cala del 13%: il report Iss

I dati dell'Istituto superiore di sanità nel monitoraggio settimanale

In un mese 64% ricoveri in terapia intensiva e 45% morti tra i No vax. Vaccini, dopo 6 mesi protezione cala del 13%: il report Iss
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Sabato 20 Novembre 2021, 12:30 - Ultimo aggiornamento: 21 Novembre, 09:34

Dopo sei mesi dal vaccino, la protezione cala dal 95% all'82%. Ma senza dose si rischia eccome: nell'ultimo mese il 64% degli ingressi in terapia intensiva e il 45% dei decessi sono di No vax. Lo spiega il report dell'Istituto superiore di sanità nel monitoraggio settimanale: «Dopo 6 mesi dal completamento del ciclo vaccinale si osserva una forte diminuzione dell'efficacia vaccinale nel prevenire le diagnosi in corrispondenza di tutte le fasce di età». In generale, «su tutta la popolazione, l'efficacia vaccinale passa dal 79% nei vaccinati con ciclo completo entro sei mesi rispetto ai non vaccinati, al 55% nei vaccinati con ciclo completo da oltre sei mesi rispetto ai non vaccinati».

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Nel caso di malattia severa, sottolinea l'Iss, «la differenza fra vaccinati con ciclo completo da oltre e da meno di sei mesi risulta minore. Si osserva, infatti, una decrescita dell'efficacia vaccinale di circa 13 punti percentuali, in quanto l'efficacia per i vaccinati con ciclo completo da meno di sei mesi è pari al 95%, mentre risulta pari all'82% per i vaccinati con ciclo completo da oltre sei mesi, rispetto ai non vaccinati».

In un mese 64% terapie intensive e 45% morti tra i No vax

Nell'ultimo mese il 64,0% dei ricoveri in terapia intensiva e il 45,3% dei decessi sono avvenuti tra coloro che non hanno ricevuto alcuna dose di vaccino anti-Covid. Nel periodo 8/10/2021 - 7/11/2021, nelle terapie intensive si registrano 424 persone non vaccinate su un totale di circa 8 milioni di non immunizzati in Italia, e sono presenti 177 ricoverati vaccinati completi da meno di 6 mesi su 39 milioni di vaccinati completi.

 

Negli ultimi 30 giorni sono stati notificati 50.564 casi di Covid-19 (39,9%) fra i non vaccinati, 3.980 casi (3.1%) fra i vaccinati con ciclo incompleto, 60.407 casi (47,7%) fra i vaccinati con ciclo completo entro sei mesi, 11.215 (8,9%) fra i vaccinati con ciclo completo da oltre sei mesi e 537 casi (0,4%) fra i vaccinati con ciclo completo con dose aggiuntiva/booster. Il 51,0% delle ospedalizzazioni, il 64,0% dei ricoveri in terapia intensiva e il 45,3% dei decessi sono avvenuti tra coloro che non hanno ricevuto alcuna dose di vaccino. Ricoverati in terapia intensiva, di contro, si registra 14 casi (2,1%) tra i vaccinati con ciclo incompleto; 177 casi (26,7%) tra vaccinati con ciclo completo entro 6 mesi; 45 casi (6,8%) tra vaccinati con ciclo completo da più di 6 mesi e 2 casi (0,3%) tra vaccinati con ciclo completo più dose aggiuntiva/booster.

Crescono i ricoveri tra i bambini

Un quarto dei nuovi casi di Covid-19 in Italia riguarda gli under 20, e fra i bimbi piccoli salgono i ricoveri. È il trend segnalato dall'Istituto superiore della sanità. «Nell'ultima settimana - si legge nel rapporto - si conferma l'andamento osservato nella precedente, con il 25% dei casi diagnosticato nella popolazione di età al di sotto dei 20 anni. Il 49% dei casi in età scolare è stato diagnosticato nella fascia d'età 6-11 anni», quella per la quale è attesa a breve la possibilità di vaccino, e nella quale «si evidenzia, a partire dalla seconda settimana di ottobre, una maggiore crescita dell'incidenza rispetto al resto della popolazione in età scolare, con un'impennata nelle ultime 2 settimane».

In età scolare «il 34% dei casi è stato diagnosticato nella fascia 12-19 anni», mentre «solo il 11% e il 6%, rispettivamente, tra i 3 e i 5 anni e sotto i 3 anni». Fra i più piccoli, tuttavia, aumentano i ricoveri. «Si evidenzia inoltre - rimarcano infatti gli esperti - un aumento del tasso di ospedalizzazione nella fascia di età al di sotto dei 3 anni», pur «poco sopra i 2 ricoveri per 100mila abitanti, nelle ultime settimane, mentre nelle altre fasce di età risulta stabile».

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