Covid, gli anestesisti: «In meno di un mese le terapie intensive del Sud a rischio. Potrebbe essere inizio di una nuova ondata»

Covid, gli anestesisti: «In meno di un mese le terapie intensive del Sud a rischio»
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Venerdì 9 Ottobre 2020, 15:32 - Ultimo aggiornamento: 16:51

«Se l'andamento dei casi di infezione da Sars-Cov-2 continuerà con i ritmi ed i numeri attuali, e senza misure di ulteriore contenimento, stimiamo che in meno di un mese le terapie intensive al Centro-Sud, soprattutto in Lazio e Campania, potranno andare in sofferenza in termini di posti letto disponibili». Lo afferma all'ANSA il presidente dell'Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani (Aaroi-Emac), Alessandro Vergallo, commentando l'attuale andamento della pandemia in Italia. «Siamo molto preoccupati per le Regioni meridionali - sottolinea - dove rileviamo una maggiore impreparazione a far fronte ad un eventuale peggioramento della situazione».

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Covid, gli anestesisti: «Potrebbe essere l'inizio della seconda ondata»

«Quella che stiamo vivendo in questi giorni potrebbe essere l'inizio della seconda ondata della pandemia da Covid-19 piuttosto che l'onda lunga terminale della prima fase pandemica. Questo ci preoccupa perchè presuppone un ulteriore aumento dei contagi», continua il presidente Vergallo. «Potremmo essere dinanzi ad una fase di iniziale aumento esponenziale dei casi, e non più - rileva - dinanzi ad un aumento lineare più contenuto».

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