Covid, dove la mortalità è aumentata di più: incubo Romania e Usa, Italia peggio di Francia e Svezia

I decessi negli Stati Uniti sono stati del 15% superiori alla norma, un numero superato solo da altri quattro grandi paesi nella stessa fascia di reddito: Cile, Repubblica Ceca, Polonia e Romania.

Covid, ecco i Paesi dove i tassi di mortalità sono aumentati di più durante la pandemia
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Martedì 24 Maggio 2022, 19:27 - Ultimo aggiornamento: 26 Maggio, 08:49

La pandemia ha cambiato i tassi di mortalità in tutto il mondo. E tra i Paesi ricchi gli Stati Uniti sono tra coloro che hanno fatto registrare un valore di decessi al di sopra dei livelli normali. È quanto emerso dai dati diffusi dall'Organizzazione mondiale della sanità questo mese. I decessi negli Stati Uniti sono stati del 15% superiori alla norma, un numero superato solo da altri quattro grandi paesi nella stessa fascia di reddito: Cile, Repubblica Ceca, Polonia e Romania. A livello globale, molti Paesi più poveri e in via di sviluppo se la sono cavata peggio, ma i decessi negli Stati Uniti sono aumentati anche più che in diversi Stati con molte meno risorse, tra cui Argentina e Filippine. Il valore dell'Italia si attesta al 12%, al pari di Spagna e Gran Bretagna, e nettamente superiore a Nazioni come Francia e Svezia che non superano il 6-7%.

Tassi di mortalità nel mondo: le differenze

Durante la pandemia, gli Stati Uniti e altre Nazioni più sviluppate hanno avuto accesso a gran parte delle forniture salvavita come i vaccini, i trattamenti antivirali, le mascherine e kit per i test di massa. E sebbene la maggior parte dei Paesi ricchi abbia anche una fascia della popolazione relativamente più anziana e più vulnerabile, ha anche avuto accesso a unsostegno economico e politiche maggiore. 

Alcuni degli Stati con il maggiore aumento dei tassi di mortalità durante i primi due anni della pandemia sono stati quelli dei gruppi a reddito medio-alto: Ecuador, Messico e Perù . Ma molti Paesi con il reddito più basso, inclusa la maggior parte dell'Africa, non sono inclusi nel confronto perché i loro dati risultano meno affidabili. Secondo i dati dell'Oms il bilancio globale delle vittime di Covid è più del doppio del numero di morti riportato nei calcoli ufficiali dei governi di tutto il mondo.

Il divario tra Paesi

Nei Paesi più ricchi, il divario tra i decessi segnalati per Covid e i decessi totali stimati al di sopra del normale era piccolo, forse a causa del numero relativamente basso di morti e delle infrastrutture esistenti per la segnalazione dei decessi. Ma tra i Paesi a reddito medio-alto e basso o medio-basso, il numero di decessi al di sopra del normale stimato dall'Oms era spesso molte volte superiore al numero di decessi segnalati. In tutto il mondo, circa il 13 per cento - circa 15 milioni di persone - è morto prima del previsto nei primi due anni della pandemia. Queste ultime stime dell'Oms sono ciò che molti scienziati ritengono essere l'indicatore più affidabile dell'impatto totale della pandemia nel mondo. Le cifre, spesso chiamate morti in eccesso, misurano la differenza tra il numero di persone morte nel 2020 e nel 2021 e il numero di decessi attesi durante quel periodo se la pandemia non si fosse verificata. Questi valori includono coloro che sono morti per Covid senza essere stati testati e per altre malattie prevenibili quando gli ospedali sono stati sopraffatti da pazienti affetti da virus. 

I casi eccezionali

Nazioni come Australia, Cina e Giappone, hanno registrato un numero di decessi nel 2020 e nel 2021 inferiore alle attese. L'Oms ha affermato che alcuni Paesi potrebbero aver visto una diminuzione della mortalità per altre cause a seguito delle misure di controllo del Covid. E poiché l'Organizzazione si è basata sulle statistiche su decessi e sulla popolazione riportate in parte dalle agenzie governative, alcuni numeri potrebbero essere sottovalutati nei Paesi con scarsi rapporti.

 

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