Covid, boom domanda del farmaco Roactemra usato anche dai malati reumatici: mancherà fino a dicembre

Covid, boom domanda di un anticorpo monoclonale usato anche da malati reumatici: mancherà fino a dicembre
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Mercoledì 29 Settembre 2021, 14:58

È un farmaco che assume chi è affetto da alcune malattie reumatiche ma anche chi contrae in Covid in forma grave, tanto da necessitare un ricovero in ospedale. Serve, in sostanza, per trattare pazienti con polmonite sottoposti a vari livelli di supporto con ossigeno. Dunque il Roactemra (nome commerciale del principio attivo Tocilizumab), è un  farmaco che in questo momento è molto richiesto. E proprio a causa di questa «domanda aumentata ad un ritmo senza precedenti», se ne prevede una carenza temporanea in Italia.

Chi lo prendeva prima che scoppiasse la pandemia? Le persone affette da artrite reumatoide e artrite idiopatica giovanile

Il Tocilizumab è un anticorpo monoclonale la cui carenza è segnalata a partire dal 16 settembre e che potrebbe protrarsi fino al 21 dicembre 2021, giorno in cui ne è previsto il rifornimento. Lo rende noto l'Agenzia italiana del Farmaco (Aifa) con un avviso pubblicato sul portale web, in cui ricorda che questo farmaco, indicato per alcune malattie reumatologiche, viene utilizzato anche in ospedale per pazienti ricoverati con Covid grave.

Nella nota, Aifa fornisce opzioni terapeutiche per mitigare qualsiasi rischio potenziale di recidiva nei pazienti durante questo periodo di 14 settimane di carenza di fornitura. L'interruzione del trattamento, infatti, potrebbe portare al verificarsi di una recidiva in pazienti con artriteRoactemra reumatoide, artrite idiopatica giovanile.

Si dovrebbe quindi rivalutare l'attuale condizione generale di questi pazienti, il regime di trattamento e il potenziale rischio recidiva, prendendo in considerazione trattamenti alternativi disponibili.

Mentre per la sindrome da rilascio di citochine (Crs) indotta da cellule CAR-T, poiché solo tocilizumab è stato approvato per questa patologia, l'azienda si impegna a garantirne la fornitura.

Tocilizumab in formulazione endovenosa «è impiegato anche per il trattamento dei pazienti adulti ospedalizzati con Covid-19 grave o con livelli elevati degli indici di infiammazione sistemica. È in valutazione la possibile autorizzazione di trattamenti alternativi».

La carenza è dovuta a un «divario tra domanda e offerta» e «non è legata ad alcun problema di sicurezza ed è relativa alla sola formulazione endovena» mentre per ora «la formulazione sottocute non è impattata». L'azienda produttrice, Roche, sta lavorando a pieno ritmo per aumentare la capacità produttiva e la fornitura. 

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