Pillola anti-Covid, l'Ema inizia valutazione del Molnupiravir: «Decisione in pochi giorni»

Pillola anti-Covid, l'Ema comincia valutazione del Molnupiravir: «Decisione in pochi giorni»
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Martedì 23 Novembre 2021, 18:06 - Ultimo aggiornamento: 24 Novembre, 00:08

Per la pillola anti-Covid, l'Ema ha dato il via alla valutazione. L'Agenzia europea del farmaco ha iniziato a valutare una domanda di autorizzazione all'immissione in commercio del medicinale antivirale per via orale Lagevrio (molnupiravir), sviluppato da Merck Sharp & Dohme in collaborazione con Ridgeback Biotherapeutics, destinato al trattamento del Covid-19 negli adulti. Il parere, si legge in una nota dell'Ema, è atteso nelle prossime settimane. Non sostituirebbe, ovviamente, i vaccini, ma si andrebbe ad aggiungere a questi portando il livello di protezione ad un livello più alto. 

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Ema: decisione in pochi giorni

L'Ema valuterà i benefici e i rischi del farmaco orale sperimentale «in tempi ridotti - si legge nella nota - e potrebbe emettere un parere entro settimane, se i dati presentati sono sufficientemente solidi e completi da dimostrare l'efficacia, la sicurezza e la qualità del medicinale».

«Se l'Ema concluderà che i benefici di Lagevrio superano i suoi rischi nel trattamento del Covid-19, raccomanderà di rilasciare una Aic. La Commissione europea accelererà quindi il suo processo decisionale - evidenzia l'agenzia - al fine di concedere un'autorizzazione valida in tutti gli Stati membri dell'Unione europea e dello Spazio economico europeo entro pochi giorni».

Intanto per il momento è arrivato dal comitato per i medicinali per bambini dell'Agenzia europea del farmaco il primo parere sul piano di indagine pediatrica (PIP) proposto dai produttori del molnupiravir, che spiega come il medicinale dovrebbe essere sviluppato e studiato per l'uso nei bambini, in conformità con i tempi accelerati per Covid-19 prodotti. Se l'Ema dovesse concludere che i benefici di Lagevrio (la pillola, appunto) superano i rischi nel trattamento del Covid-19, raccomanderà di rilasciare un'autorizzazione all'immissione in commercio.

Come funziona il Molnupiravir? 

Sars-Cov2 è un virus mRna e ha quindi bisogno di duplicarsi attraverso un processo conosciuto come rna polimerasi. Lo fa utilizzando dei mattoncini, tra cui c'è la citidina. Ovvero la sostanza a cui il Molnupiravir è in grado di sostituirsi. Imbroglia così l'enzima che, replicandosi, dà vita a un virus pieno di errori, incapace di infettare.

 


A chi va somministrata? 

«Lo abbiamo imparato con gli anticorpi monoclonali, per il Covid è difficile intervenire se il paziente sta male - aveva detto l'immunofarmacologo Nocentini in un intervista al Messaggero - c'è il bisogno di intubarlo». Se però il paziente ha contratto l'infezione ed è ad uno stadio lieve o intermedio potrà ricevere il Molnupiravir. «Parliamo di pazienti con fattori di rischio rilevanti (over60 o obesi ad esempio) appena infettati, a cui il farmaco va somministrato entro 5 giorni dalla comparsa dei sintomi». Per loro, secondo Merck, il rischio di finire in ospedale cala del 50%, mentre quello di morire quasi del 100%.

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