«Covid, il negazionismo come la demenza»: la spiegazione di Barbara Gallavotti a DiMartedì

«Covid, il negazionismo come la demenza»: la spiegazione di Barbara Gallavotti a DiMartedì
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Mercoledì 11 Novembre 2020, 12:07 - Ultimo aggiornamento: 14:06

Nella mente di un negazionista: Barbara Gallavotti a DiMartedì ha spiegato cosa avviene nel cervello di chi nega il Covid. «Il negazionismo può fare moltissimi danni, secondo la rivista delle associazioni mediche americane e il commento molto duro del neuroscienziato Bruce Miller - spiega Gallavotti - Questo spiegherebbe ad esempio perché gli Stati Uniti, ricchi e potenti, con il Covid se la sono cavata molto peggio di paesi senza risorse». 

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Il meccanismo nel cervello

La colpa sarebbe proprio del negazionismo, che «danneggia la nostra esistenza perché ci impedisce di vivere nel mondo reale, e facciamo molta più fatica per dare senso a cose che non ce l'hanno». Anche se, spiega Gallavotti, i negazionisti sono in buona fede: «Secondo Miller interviene un qualcosa non tanto dissimile da quello che accade in certe forme di demenza in cui le zone del cervello ricevono informazioni false e le inviano alla parte di cervello incaricata del pensiero razionale la quale fa degli sforzi per dare un senso a quelle informazioni». 

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«Molto spesso - conclude la biologa - questi negazionisti sono persone intelligenti e anche con una buona cultura. A portarci a negare la realtà è un bisogno irrazionale di trovare una soluzione semplice a un problema complicato. Il Covid è una situazione complicata e il negazionismo ci dice che non esiste e se esiste non dobbiamo preoccuparcene. In questo caso però può aiutarci ancora di più il senso di responsabilità sociale anche nei confronti delle persone fragili». 

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