COVID

Covid a Londra, zero morti nelle ultime 24 ore: prima volta da 6 mesi. Lockdown più morbido

Lunedì 29 Marzo 2021
Covid, Gran Bretagna verso allentamento restrizioni grazie all'effetto vaccino

La Gran Bretagna allenta il lockdown, a fronte di dati sul contagio da Covid sempre più incoraggianti. È di oggi la notizia che a Londra nelle ultime 24 ore non si sono registrate vittime: non accadeva da sei mesi. Sul fronte vaccini, che vede il Regno Unito tra i leader per numero di cittadini che hanno ricevuto almeno la prima dose, la linea resta quella di non cedere sieri ad altri Paesi finché non ci sarà un surplus. 

Da oggi in Inghilterra torna in vigore la cosiddetta "regola del 6", che allarga la possibilità dei contatti sociali fino a 6 persone di due nuclei familiari diversi, nell'ambito dell'allentamento graduale e a tappe del lockdown (in vigore da ormai tre mesi) annunciato da Boris Johnson nelle scorse settimane: allentamento che resta comunque cauto e condizionato all'andamento «dei dati, non a date» prestabilite, come ribadito nelle scorse ore dallo stesso premier Tory britannico, malgrado la Gran Bretagna continui a correre sul fronte del vaccino con quasi 34 milioni di dosi somministrate (oltre 30 milioni di persone sottoposte alla prima iniezione, secondo l'aggiornamento di ieri, e oltre 3 milioni e mezzo di richiami).

Il caso Londra

Riguardo all'azzeramento dei morti per Covid a Londra nelle ultime 24 ore i medici londinesi parlano di risultato «fantastico» notando la parallela riduzione dei ricoveri, con non più di una media di «1 o 2 morti ogni due giorni» nelle terapie intensive.

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Questa allentamento del lockdown non è veloce «ma irreversibile», ha ribadito oggi il ministro della Sanità, Matt Hancock, nel giorno di un nuovo piccolo passo verso le riaperture. «Non vogliamo andare troppo veloce», ha detto Hancock ai giornalisti, martellando sulla cautela parallelamente alla prosecuzione della campagna dei vaccini, e ricordando il rischio delle varianti. Di qui l'appello ai britannici a rispettare i vincoli ancora in vigore e il monito sulla necessità di garantire che le future tappe previste nei prossimi tre mesi dalla road map di uscita dal lockdown restino condizionate agli sviluppi della pandemia e a dati costantemente aggiornati sulla diffusione del Covid nel Regno.

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L'altra novità odierna, dopo la riapertura delle scuole d'inizio marzo, riguarda la ripresa delle attività sportive individuali all'aperto (tennis o golf). Mentre restano per ora chiusi negozi non essenziali, pub, ristoranti (salvo asporto), cinema, teatri, piscine e luoghi d'intrattenimento. Per negozi e parrucchieri la riapertura, se la tendenza al calo dei contagi da Covid proseguirà, è fissata per il 12 aprile, quando tornerà ad essere consentito anche il servizio solo all'aperto in pub e ristoranti; mentre per cinema, teatri e locali al chiuso se ne riparlerà nella seconda metà di maggio, quando potrebbero essere riviste pure alcun vincoli sui viaggi interni. Per i viaggi internazionali, l'attività alberghiera e gli eventi pubblici collettivi una speranza di normalizzazione è indicata non prima del 21 giugno.

 

Boris Johnson invita alla cautela

Mentre il paese si appresta a compiere i primi significativi passi in direzione di un allentamento delle restrizioni anti-Covid Boris Johnson invita alla prudenza i suoi connazionali. L'allentamento delle restrizioni sarà accompagnato dal lancio di una campagna governativa che sottolineerà il rischio legato alle riunioni di più persone appartenenti a nuclei famigliari diversi all'interno di spazi chiusi, con tanto di consigli degli psicologi su come resistere alle pressioni di parenti e amici che vorrebbero indurre ad infrangere le regole. In una dichiarazione divulgata in nottata, il premier ha esortato alla prudenza: «Dobbiamo restare cauti, con i casi in aumento in Europa e nuove varianti che minacciano la nostra campagna vaccinale. Malgrado le aperture di oggi, ciascuno deve attenersi alle norme».

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Il fronte vaccini

Sul fronte vaccini il Regno Unito ribadisce la linea tenuta finora: priorità ai britannici. Il governo di Boris Johnson non intendere condividere dosi con altri Paesi come l'Irlanda - rimasta indietro nella campagna vaccinale rispetto al Regno al pari di tutti gli Stati dell'Ue - fino a quando non avrà completato la copertura dell'intera popolazione britannica adulta almeno con una dose. «La nostra prima priorità è proteggere la popolazione britannica, la campagna di vaccinazione prosegue verso questo obiettivo e al momento non abbiamo un surplus di vaccini», ha detto oggi un portavoce di Downing Street, incalzato dai giornalisti sull'argomento nel tradizionale briefing di fine mattinata.

«Comunque valuteremo come distribuire qualsiasi surplus al meglio quando questo sarà disponibile», ha poi aggiunto il portavoce di Downing Street interpellato nello specifico sull'Irlanda, non senza insistere che l'obiettivo attuale è arrivare a offrire una dose a tutti gli ultracinquantenni residenti sull'isola entro il 15 aprile e all'intera popolazione adulta over 18 entro il 31 luglio. Il portavoce non ha peraltro inserito in questa puntualizzazioni gli impegni presi da Londra in sede internazionale per contribuire al Covax, il programma di distribuzione di vaccini ai Paesi poveri del mondo promosso dall'Onu. Mentre ha rilanciato l'appello alla «cooperazione internazionale» come elemento cruciale nella sfida vaccinale, confermando in particolare che l'impegno a proseguire i negoziati con l'Ue sul braccio di ferro relativo alle esportazioni di AstraZeneca.

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Ultimo aggiornamento: 21:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA