Covid, rapporto Iss: Rt nazionale torna a salire. Sopra 1 in Molise, Veneto e Lombardia. Solo 5 regioni a rischio basso

Covid, rapporto Iss: Rt nazionale torna a salire. Sopra 1 in Lazio, Veneto e Lombardia. Solo 5 regioni a rischio basso
4 Minuti di Lettura
Venerdì 18 Dicembre 2020, 16:33 - Ultimo aggiornamento: 19 Dicembre, 07:31

L'Rt nazionale torna a salire, raggiungendo quota 0,86. Sono tre le regioni con l'indice di contagiosità Rt (valore medio su 14 giorni) pari a 1 o superiore a 1 secondo il monitoraggio settimanale Iss-Ministero della Salute, per il periodo 7-13 dicembre, aggiornati al 16 dicembre. Si tratta del Molise (1.18), il Veneto (1.07) e la Lombardia (1). Il valore più basso è riferito alla Valle d'Aosta e alla Campania che registrano 0,63.

I valori dell'Rt illustrati in conferenza stampa dal presidente dell'Iss Silvio Brusaferro prendono invece in riferimento l'Rt puntuale, e sono quelli alla base delle decisione della Cabina di Regia, che vedono sopra al valore 1 il Lazio, la Lombardia, il Veneto e il Molise (il cui dato preso a riferimento è stato in questo caso quello più basso nella forbice che serve a definire il valore). Nel monitoraggio della scorsa settimana solo due regioni, il Molise (1.48) e il Veneto (1.01), registravano un Rt medio superiore a 1. 

Il caso Molise, Veneto e Lombardia

«Si osserva per la prima volta un segnale di controtendenza dell'indice Rt della trasmissibilità rispetto alla settimana precedente nell'intero Paese, con ritorno di tre Regioni ad una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo 2 (Lazio, Lombardia e Veneto)», evidenzia la bozza del monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute. Questo si realizza in un contesto europeo caratterizzato da un nuovo aumento nel numero di casi in alcuni paesi Europei (es. Regno Unito, Olanda e Germania).

L'indice di trasmissibilità Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,86, in salita rispetto allo 0.82 del monitoraggio della scorsa settimana. Si riscontrano valori di RT puntuale inferiore a 1 in 16 Regioni/PPAA.  

Sono tre le regioni con l'indice di contagiosità Rt pari a 1 o superiore a 1 secondo il monitoraggio settimanale, per il periodo 7-13 dicembre, aggiornati al 16 dicembre. Si tratta del Molise (1.18) , il Veneto (1.07) e la Lombardia (1). Il valore più basso è riferito alla Valle d'Aosta e alla Campania che registrano 0,63.

«L'incidenza in Italia rimane ancora troppo elevata e l'impatto dell'epidemia è ancora sostenuto nella maggior parte del Paese. Tale situazione non permette un allentamento delle misure adottate nelle ultime settimane e richiede addirittura un rafforzamento delle stesse in alcune aree del paese», sottolinea l'Iss. 

E ancora: «Nella settimana di monitoraggio si continua ad osservare nella maggior parte delle Regioni/PPAA un rischio Moderato o Alto con solo cinque Regioni/PA a rischio Basso di una epidemia non controllata e non gestibile. Questo andamento richiede rigore nell'adozione e rispetto delle misure evitando un rilassamento nei comportamenti».

Ricoveri e terapie intensive in calo

Complessivamente, il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in diminuzione da 3.345 (08/12/2020) a 3.003 (15/12/2020). Anche il numero di persone ricoverate in aree mediche è diminuito passando da 30.081 (08/12/2020) a 27.342 (15/12/2020). 

Sebbene si osservi una diminuzione dell'incidenza a livello nazionale negli ultimi 14 giorni - spiega l'Iss - il valore è «ancora lontano da livelli che permetterebbero il completo ripristino sull'intero territorio nazionale dell'identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti. Questo approccio ha mostrato i primi segni di criticità quando il valore a livello nazionale ha superato i 50 casi per 100.000 in sette giorni».

Si continua ad osservare una diminuzione nel numero di casi non riconducibili a catene di trasmissione note (38.276 vs 49.967 la settimana precedente), con la percentuale dei casi rilevati attraverso attività di tracciamento dei contatti stabile al 24,6%. Si osserva, invece, un lieve aumento nella percentuale di casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (34,7% vs 32,3% la settimana precedente).

L'effetto Natale

«È complesso prevedere l'impatto che potrebbe avere il periodo di feste natalizie, tuttavia le aumentate mobilità e l'interazione interpersonale tipica della socialità di questa stagione potrebbero determinare un aumento rilevante della trasmissione di SARS-CoV-2 - aggiunge poi l'Istituto superiore di Sanità - Nella situazione descritta, questo comporterebbe un conseguente rapido aumento dei casi a livelli potenzialmente superiori rispetto a quanto osservato a novembre in un contesto in cui l'impatto dell'epidemia sugli operatori sanitari, sui servizi e sulla popolazione è ancora molto elevato». 

© RIPRODUZIONE RISERVATA