Covid, l'ondata europea preoccupa l'Italia. Figliuolo: «Prepariamoci a vaccinare gli under 12»

Il commissario spinge per la terza dose: campagna telefonica e niente prenotazioni

Covid, l'ondata europea. Figliuolo: «Prepariamoci a vaccinare gli under 12»
di Diodato Pirone
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Venerdì 5 Novembre 2021, 00:04 - Ultimo aggiornamento: 6 Novembre, 10:19

Quella di ieri è stata una giornata importante sul fronte del Covid. Il lieve ma costante aumento dei contagi (arrivati a quasi 6.000, molti in Friuli) sta spingendo le autorità a tentare di schiacciare sul nascere una possibile nuova ondata. L’obiettivo è chiaro: evitare a Natale i 150/200 decessi giornalieri che oggi già affliggono la Gran Bretagna o la Germania.

Covid, i bambini ora sono i più colpiti. «Vacciniamo anche loro»

Di qui le due mosse emerse ieri. La prima: entro metà dicembre dovrebbe iniziare la vaccinazione dei bambini italiani fra i 5 e gli 11 anni. La seconda: sarà accelerata la somministrazione della terza dose che potrà essere sollecitata dalle Regioni anche via telefono mentre le iniezioni potranno essere fatte negli hub anche senza prenotazione e dai medici di famiglia ai fragili e a tutti coloro che hanno più di 60 anni ma anche agli insegnanti purché siano passati sei mesi dalla seconda dose.

L’OFFENSIVA
A darne notizia sono stati il coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico, il professor Franco Locatelli e il commissario all’emergenza Covid, il generale Francesco Figliuolo. Locatelli in una trasmissione tv ha detto che l’arrivo delle autorizzazioni a vaccinare i bambini è «prevedibile» entro la prima quindicina di dicembre «poiché negli Stati Uniti le autorità preposte al controllo dei farmaci hanno già reso possibile somministrare il Pfizer ai più piccoli». Locatelli ha ribadito che il vaccino è sicuro proprio perché ha già ricevuto il via libera dalla Food and Drug Administration americana dopo controlli severi. «I bambini vanno pure protetti dalle, seppur rare, manifestazioni gravi o prolungate di Covid - ha aggiunto il professore - anche per permettere loro di avere tutti gli spazi di socialità che meritano e per contribuire a ridurre la circolazione virale. Credo che siano buonissime le ragioni per vaccinare i bambini».

Figliuolo invece ha inviato una lunga circolare alle Regioni per spingerle a stringere i tempi sulle terze dosi che finora sono state utilizzate da 1.859.110 italiani, fra i quali da ieri anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

NON PERDERE TEMPO
In sintesi il generale Figliuolo, dopo aver chiarito che la disponibilità di dosi è ampia e che l’aumento dei contagi obbliga tutti a non perdere tempo, chiede alle Regione di accelerare su tutti i fronti. Come? Intanto Figliuolo suggerisce di avvertire le persone da vaccinare via telefono (come del resto già succede in molte Regioni a partire dal Lazio) e poi di rendere disponibili gli hub senza prenotazione nonché di utilizzare massicciamente il canale dei medici di famiglia. Figliuolo ribadisce che la terza dose va fatta innanzitutto dai fragili e da chi ha più di 60 anni ma anche dagli appartenenti a quelle categorie per le quali il vaccino è obbligatorio come i sanitari e gli insegnanti a patto che siano trascorsi 6 mesi dalla seconda dose. Il generale infine invita le Regioni a preparare per tempo la vaccinazione dei bambini che dovrebbero partire, come detto, prima di Natale.
Su tutti questi temi oggi Locatelli e Figliuolo terranno una conferenza stampa assieme al ministro della Salute, Roberto Speranza.

Sul fronte del Covid va riferita anche una novità che riguarda chi si è vaccinato all’estero con il russo Sputnik o il cinese Sinovac, farmaci non riconosciuti ufficialmente dall’Ue. Ebbene, in questi casi si può ottenere un richiamo (booster, che non è la terza dose) dopo 28 giorni ed entro 6 mesi dalla vaccinazione originaria. Se si preferisce, passati sei mesi dalla vaccinazione russa o cinese si può fare un ciclo a base di Pfizer o Moderna.
Resta da riferire infine dell’allarme della Organizzazione Mondiale della Sanità secondo la quale l’Europa è al centro della quarta ondata di Covid-19 con un aumento dei casi del 55% nell’ultimo mese. E in effetti in alcuni Paesi europei la situazione è critica. Se in Italia a ieri la media settimanale dei contagi su 100.000 abitanti era a quota 71, in Germania ne sono stati registrati 281, 294 in Slovenia, 299 in Danimarca, 354 in Grecia, 407 in Austria, 449 in Olanda e 467 in Gran Bretagna. Di qui l’ennesimo appello dell’Agenzia europea del farmaco, l’Ema: «È di assoluta importanza vaccinarsi - si legge in una nota dell’ente - perché nessuno è protetto fino a quando tutti saranno protetti».
 

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