Covid, Crisanti e le elezioni: «Cabine troppo strette, rischio contagi. Tampone a tutti gli scrutatori»

Covid, Crisanti e le elezioni: «Cabine troppo strette, rischio contagi. Tampone a tutti gli scrutatori»
di Lorena Loiacono
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Venerdì 21 Agosto 2020, 16:11 - Ultimo aggiornamento: 1 Settembre, 09:49

Gli italiani, tra un mese, entreranno in un’urna elettorale per esprimere il loro voto (elezioni regionali e referendum, si vota 20 e 21 settembre). Lo faranno tutti insieme, nelle stesse ore, entreranno in centinaia nella stessa urna e daranno la loro preferenza con la stessa matita. Niente di nuovo se si guarda al passato, probabilmente pericoloso se si pensa all’emergenza Covid-19.

Andrea Crisanti, professore ordinario di Microbiologia all’Università di Padova, le elezioni sono un rischio per i contagi da coronavirus?


«Direi proprio di sì. Se pensiamo alla Francia, ci ricorderemo che durante le elezioni, nel mese di marzo, si sono infettati molti scrutatori. In quei giorni i contagi tra i francesi sono aumentati».

L’urna elettorale è diventata quindi pericolosa?

«Sì, parliamo di un piccolo spazio chiuso in cui entrano centinaia di persone. E’ pericolosa anche per gli scrutatori. Dobbiamo pensare quindi a mettere al sicuro tutte le procedure. I cittadini hanno il diritto di votare in sicurezza».

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E' possibile?

«Abbiamo ancora un mese a disposizione per pensarci, per una volta l’Italia deve prepararsi per tempo»

Il primo passo quale deve essere?
«Per avviare le elezioni covid-free farei il tampone a tutti gli scrutatori. Poi penserei a schermarli, anche con un pannello divisorio, visto che entrano in contatto con centinaia di persone in un giorno»

Le cabine elettorali?
«Probabilmente vanno ripensate, almeno studiate meglio. La cabina troppo stretta non credo possa andare bene. Dobbiamo anche pensare come mantenerla pulita, quante igienizzazioni servono».

Entrare in cabina, dopo un positivo, significa rischiare di essere contagiati?
«Potrebbe essere un rischio. Si entra in contatto con la stessa base di appoggio per scrivere, con la stessa matita unica per tutti. La soluzione potrebbe essere innanzitutto igienizzare le mani prima e dopo il voto. Va studiato questo passaggio».

La mascherina?

«Sì, servirà».

Ma l’elettore deve essere riconosciuto in base alla foto della carta di identità 

«Per la fase di riconoscimento teoricamente la mascherina va tolta. A questo punto occorre pensare a uno spazio aperto in cui provvedere al riconoscimento di chi entra»

Le procedure quindi potrebbero cambiare notevolmente rispetto al passato?
«Sì, per questo voglio sottolineare la necessità di iniziare a pensare a tutti questi aspetti: in base a questi accorgimenti indispensabili potrebbe servire più tempo. Servono più ore per i seggi, per evitare che qualcuno non faccia in tempo a votare o che si vengano a creare assembramenti fuori dalle urne: va comunque garantito il distanziamento tra gli elettori. Dobbiamo verificare tutti questi fattori»

In che modo?
«Propongo di mettere a punto una procedura di sicurezza e poi avviare delle simulazioni, per capire quante persone si riesce a far votare in un’ora, seguendo le nuove modalità. Potrebbe essere utile aggiungere un giorno in più di seggio».

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