CORONAVIRUS

Coronavirus, scandalo Trivulzio e Rsa: Gdf alla Regione Lombardia. Blitz Nas, irregolare 17% delle strutture

Mercoledì 15 Aprile 2020
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Coronavirus, scandalo Trivulzio e Rsa: Gdf alla Regione Lombardia. Blitz Nas, irregolare 17% delle strutture

Perquisizioni della guardia di finanza di Milano alla Regione Lombardia nell'ambito dell'inchiesta in più filoni che vede al centro il Pio Albergo Trivulzio e altre Rsa milanesi per la gestione di ospiti anziani e pazienti nell'emergenza Coronavirus. Intanto, dopo i blitz dei Nas effettuati in varie Rsa sul territorio nazionale, emergono dati allarmanti: bel il 17% delle strutture, infatti, ha presentato irregolarità.

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I finanzieri di Milano alla Regione Lombardia cercano documenti sulle direttive che l'amministrazione regionale e l'assessorato al Welfare hanno dato al Pio Albergo Trivulzio e alle rsa sulla gestione degli anziani e dei pazienti. L'attività è diretta conseguenza di quella effettuata ieri al Trivulzio e poi le carte raccolte dovranno essere sottoposte alle verifiche incrociate degli investigatori.

Dall'inizio dell'emergenza coronavirus, su oltre 600 Rsa, centri di riabilitazione e lungodegenza e case di riposo controllati dai carabinieri del Nas, il 17% presentava irregolarità relative alla gestione delle procedure e degli spazi riservati a possibili casi di positività per il Covid-19 o alla formazione di operatori e la dotazione di dispositivi protettivi. Nelle 104 strutture non in regola, 61 persone sono state denunciate e 157 sanzionante. A causa delle gravi carenze sono state sospese o chiuse 15 attività ricettive, mentre i pazienti sono stati trasferiti in altri centri. Tra gli interventi più significativi, quelli nelle strutture di Taranto, Campobasso, Perugia, Reggio Calabria, Napoli, Roma, Cosenza, Udine e Torino. Complessivamente, dall'inizio dell'anno i Nas hanno eseguito controlli in 918 centri, di cui 183 sono risultate irregolari, circa il 20%. 

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Le 212 irregolarità amministrative contestate, fa sapere il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, riguardano inadeguatezze strutturali, gestionali ed autorizzative, quali la mancanza di figure professionali adeguate alle necessità degli ospiti, la presenza di un numero superiore di anziani rispetto al limite previsto e l'uso di spazi e stanze inferiori a quelli minimi previsti, situazioni rilevate soprattutto nel mese di gennaio, contestualmente alla seconda parte del periodo delle festività natalizie, durante il quale aumenta la richiesta di collocazione degli anziani. Sono emerse, spiega il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, «situazioni penalmente rilevanti che hanno determinato la denuncia all'autorità giudiziaria di 172 persone, in particolare gestori e operatori ritenuti responsabili di abbandono di anziani e mancata assistenza e custodia, esercizio abusivo della professione sanitaria e uso di false attestazioni di possesso di autorizzazione all'esercizio e di titoli professionali validi, quali infermiere ed operatori socio-sanitari». Da gennaio ad oggi, sono state 25 le strutture destinatarie di provvedimenti di chiusura o sospensione dell'attività assistenziali poiché risultate gravemente deficitarie in materia sanitaria ed edilizia, quando non completamente abusive.

Ultimo aggiornamento: 18:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA