CORONAVIRUS

Coronavirus, direttore Spallanzani: «Ad agosto i primi momenti di relax: ma sbagliato abbassare la guardia»

Giovedì 16 Aprile 2020 di Raffaella Troili

Dottoressa Marta Branca, direttore generale dello Spallanzani arrivano segnali di speranza.
«I casi sono stabili nel Lazio, tendenti alla diminuzione, vedo lo stesso dall'osservatorio dello Spallanzani: diminuiscono i ricoverati positivi e i posti in terapia intensiva, sia qui che negli spoke di Casal Palocco e del Celio. Quando eravamo pronti allo scenario peggiore».

Anche i decessi diminuiscono.
«La maggior parte persone anziane con molte patologie ma ci dispiace ugualmente, è sempre una cosa triste. Siamo passati da un'epidemia in cui eravamo concentrati a garantire assistenza ai pazienti affetti dalla malattia, con supporto respiratorio, accesso ai tamponi, criteri di dignosi dedicati alla sorveglianza di alcune comunità e focolai mentre ora stiamo rimodulando queste attività».

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Come?
«In correlazione allo sviluppo dell'epidemia che sta dando segni di attenuazione importanti, nel frattempo si sono sviluppati strumenti diagnostici, velocizzati i tempi. Per i soggetti che hanno sintomi la regione sta accelerando forme per una valutazione epidemiologica che impedisca la circolazione del virus, specie per i focolai».

Si sta uscendo dagli ospedali.
«Utile la collaborazione con i medici di medicina generale, stanno andando sul territorio con le unità mobili dove vengono fatti test poi analizzati dai laboratori, ben 18 nella regione. E questo ci consola molto, bisogna ragionare anche in tema di sostenibilità, tamponi e reagenti non sono infiniti, è necessario sia a livello regionale che nazionale effettuarli laddove è indispensabile».

Si sta lavorando bene, non è preoccupata.
«Le decisioni sono frutto di studio e confronto da parte di professionisti e scienziati, capisco l'agitazione della popolazione ma nello stesso tempo vedo anche che le decisioni sono prese da chi ha competenze specifiche per cui mi sento di potermi fidare. Non c'è improvvisazione, si cerca di avere una linea unitaria. Questo non vuol dire che dobbiamo abbassare la guardia, non è tutto finito ma neppure essere eccessivamente allarmati».

Come dobbiamo muoverci?
«Chiaro che oggi tiriamo un sospiro di sollievo ma non vuol dire liberi tutti, la curva può risalire. E' bene che la popolazione abbia un senso di responsabilità e continui a mantenere le indicazioni sul distanziamento sociale, il lavaggio delle mani, l'etichetta in merito a tosse e starnuti, per non far risalire la curva. Gli organi preposti stanno facendo la loro parte, sperimentando nuove terapie farmacologiche, facendosi trovare pronti a un eventuale scenario che possa precipitare, insomma se continuiamo cosi presumibilmente si arriva a una possibile soluzione. Nessun allarmismo ma giusta prevenzione e formazione. Solo così si tornerà alla normalità, gradualmente. Speriamo sia periodica e continua, in modo che l'economia riparta, le persone tornino a una vita normale».

Nei comportamenti saremo limitati.
«Alcuni accorgimenti per un periodo ci dovranno essere, senza eccessi, poi si potrà tornare alla normalità. Ci spaventa quel che non si conosce, anche la preoccupazione deve essere equilibrata, a volte creiamo tabù ingiustificati, del resto è la prima epidemia dell'epoca dei social e viene fuori qualunque cosa. Dobbiamo fidarci delle persone competenti e i mass media devono dare informazioni efficaci e semplici. La nostra estate? Mi auguro che se questa curva continua a scendere e questa epidemia tende a diminuire potremo avere nostro un momento di relax, magari ad agosto, al mare o in montagna, senza plexiglass, in Italia, in modo che venga valorizzata. Dedichiamoci a visitare il nostro Paese speriamo che sia un relax vero, che questi nostri sacrifici portino a una seconda parte dell'estate in totale serenità e possibilmente a contatto con le altre persone. Ci sono tutte le premesse perché questo avvenga. Sono ottimista».

Ultimo aggiornamento: 12:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA