Antivirali flop, tra difficoltà e ritardi delle Regioni: «Solo il 50% dei cittadini ha accesso alle pillole anti-Covid»

Pillole anti-covid
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Lunedì 9 Maggio 2022, 20:03 - Ultimo aggiornamento: 10 Maggio, 15:30

Flop antivirali. Solo 12 Regioni hanno dato la possibilità di acquistare, dietro prescrizione del medico di base, le pillole anti-Covid in farmacia. Pesano i ritardi negli accordi regionali o per la distribuzione. Un'opportunità molto attesa, anche se ad oggi ancora a macchia di leopardo, dal momento che permetterebbe un accesso più veloce a tali trattamenti, che vanno somministrati a pazienti fragili a rischio di malattia grave entro 5 giorni dalla comparsa dei sintomi.

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Flop antivirali, in quali regioni sono presenti

Gli antivirali sono presenti in Calabria, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Marche, Molise, Piemonte, Provincia autonoma di Trento, Provincia autonoma di Bolzano, Toscana, Umbria e Valle d'Aosta. Un caso è però rappresentato dalla Sardegna: nonostante la determina dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) in materia, infatti, la Regione non prevede la dispensazione degli antivirali in farmacia. «Siamo alle solite, questo è l'effetto del federalismo sanitario per cui nelle Regioni - commenta il presidente di Federfarma Marco Cossolo - la sanità funziona a macchia di leopardo. I ritardi, nel caso degli antivirali nelle farmacie, hanno varie giustificazioni ma in realtà alla base credo che vi sia una certa inefficienza ed un problema di organizzazione». E «caso emblematico - rileva - è quello della Sardegna, che non parte con il nuovo sistema come se si trattasse di un'altra Italia».

 

Pochi richieste

Il vero problema dei cittadini è avere tante sanità diverse, con il 50% dei cittadini che ha accesso agli antivirali nelle farmacie e gli altri no. Solo oggi nel Lazio sono stati dispensati 68 trattamenti, ma si tratta comunque di farmaci ad altissima specificità che riguardano i pazienti in modo molto selettivo. Ad ogni modo, sottolinea, «è evidente che il modello della distribuzione in farmacia è il più veloce per il cittadino». Quanto al numero di trattamenti finora dispensati nelle farmacie, «i numeri sono limitati - spiega il segretario della Federazione dei medici di famiglia (Fimmg) Silvestro Scotti - perchè gli antivirali orali sono indicati solo per una particolare categoria di pazienti, ovvero una minoranza. Ciò anche considerando la diminuzione in atto dei contagi in generale». Questo, avverte, «è però il momento per iniziare a comprenderne meglio l'utilizzo, anche per essere pronti in autunno qualora ci fosse un nuovo boom di contagi e la necessita di usare tali farmaci in modo più massiccio». Secondo i dati Aifa al 3 maggio, sono stati in totale 280 i trattamenti antivirali dispensati nelle farmacie, mentre da metà gennaio al 4 maggio sono stati 37.315 complessivamente i pazienti Covid curati a casa con antivirali orali. Attualmente sono disponibili gli antivirali orali Molnupiravir di Merck (MSD in Italia) e Paxlovid di Pfizer. Per quest'ultimo farmaco, che si è dimostrato maggiormente efficace, è prevista una disponibilità a livello nazionale di circa 50mila dosi al mese.

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