Freddo invernale, rischio disidratazione: bere come in estate

Martedì 20 Novembre 2018
Sembra un controsenso, eppure il freddo invernale e il calo delle temperature sono una delle cause della disidratazione: a confermarlo è Elisabetta Bernardi, specialista in Scienza dell' Alimentazione, secondo cui «diversi fattori possono aumentare il rischio di ipoidratazione, come una diuresi maggiore indotta proprio dalle basse temperature, un ridotto senso della sete e il sudore provocato da un eccessivo aumento della respirazione con l'esposizione al freddo e all'alta quota». Inoltre, spiega l'esperta, «durante i mesi invernali il sudore evapora più rapidamente nell'aria fredda e secca».

Il consiglio quindi è quello di non aspettare lo stimolo della sete per bere, dato che si attiva quando la perdita di acqua supera lo 0,5% del peso del corpo, «ma di bere costantemente lungo l'intero arco della giornata. Un gesto semplice ma fondamentale, a maggior ragione per anziani e bambini, categorie particolarmente a rischio». Anche per questo, conclude Bernardi, non bisogna sottovalutare il rischio disidratazione durante l'inverno, perché «può aiutare a evitare sintomi che, nella forma lieve a moderata, possono riguardare secchezza della bocca, sonnolenza, affaticamento, mal di testa, stitichezza, vertigini e un generale senso di malessere. La grave disidratazione invece può causare estrema sete, forte sonnolenza nei neonati e nei bambini, irritabilità e confusione negli adulti, occhi infossati e una sensazione di svenimento quando ci si alza velocemente
». Ultimo aggiornamento: 15:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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