Nella rete di Generali oltre 4000 Pmi

Marco Sesana
di Marco Barbieri
2 Minuti di Lettura
Martedì 10 Aprile 2018, 16:46

In tre anni Generali Italia ha raddoppiato il numero di Pmi raccolte nella sua "rete" di welfare aziendale. Alla terza edizione del Welfare Index Pmi - l'indagine annuale condotta da Innovation Team per conto del colosso assicurativo - sono state 4014 le Pmi italiane che hanno fotografato il loro livello di welfare aziendale. Erano circa la metà nel 2016. La partnership con Confindustria, Confagricoltura, Confartigianato e Confprofessioni ha consentito di analizzare un numero crescente di piccole e medie imprese e la loro propensione ad adottare almeno una delle 12 categorie che fanno il welfare integrativo per i dipendenti: previdenza integrativa, sanità integrativa, servizi di assistenza, polizze assicurative, conciliazione vita-lavoro, formazione, istruzione figli dei dipendenti, cultura e tempo libero, sostegno economico, sostegno soggetti deboli e integrazione sociale, sicurezza e prevenzione, welfare allargato alla comunità. Oltre il 41% delle imprese intervistate è attivo in almeno quattro delle aree indicate (era il 25,5% nel 2016) e quelle "molto attive" (cioè con almeno sei aree di welfare attivate) sono raddoppiate passando dal 7,2% al 14,3%. Un elemento emerge con forza dalle interviste: la consapevolezza che il welfare aumenta il benessere dei lavoratori e la produttività delle imprese (lo sostiene il 63,5% delle aziende intervistate). Insomma, il welfare aziendale fa bene a tutti, ai lavoratori, alle imprese e alle comunità territoriali. Questa dimensione del territorio è stata spesso evocata, anche per indicare una strada di sviluppo dei servizi di welfare integrativo, soprattutto per il imprese di piccole dimensioni (le Pmi costituiscono il 98% del tessuto produttivo italiano). Vuol dire che dovranno crescere i servizi disponibili in rete, cui potranno attingere diverse aziende nel medesimo territorio: una filiera di rete, come quella produttiva che ha caratterizzato la nascita dei distretti industriali. Marco Sesana, ad di Generali Italia ha chiamato attorno a sé i rappresentanti delle confederazioni datoriali (Carlo Robiglio di Confindustria, Cesare Fumagalli di Confartigianato, Massimiliano Giansanti di Confagricoltura e Gaetano Stella di Confprofessioni) che hanno favorito la diffusione dell'indagine e la rete di oltre 4000 Pmi per le quali Generali si candida di fatto a partner per ogni sviluppo di welfare aziendale, quelli tradizionali di previdenza e sanità integrativa e quelli tipici (flexible benefit) resi disponibili da un'azienda di servizi costituita ad hoc, Welion. Il business verso il mondo delle imprese si accompagna per Generali con un'operazione di "cultura" e di "informazione" sul tema del welfare. Il progetto Welfare Index Pmi, avviato per tre anni (2016-2018) continuerà almeno per un altro anno. Marco Sesana ha annunciato che ci sarà anche l'edizione 2019. Insomma, il mercato cresce e il posizionamento non può essere perso: sono molti i competitor, da quelli tradizionali assicurativi (da Unipol a Poste) ai provider che sono "sfidati" da Generali proprio con la controllata Welion che ha interrotto la sua partnership con Easy Welfare

© RIPRODUZIONE RISERVATA