Il primato (per ora) di Generali ​con Welfare Index Pmi

Da sinistra Andrea Mencattini e Lucia Sciacca di Generali Italia a destra Enea Dallaglio di Innovation Team
di Marco Barbieri
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Martedì 28 Marzo 2017, 01:01

A tutt'oggi è la più completa ricerca sul welfare aziendale in Italia. Tra le Pmi. Oltre 3400 imprese di piccole e medie dimensioni sono sate censite, intervistate e rubricate nella seconda edizione del Welfare Index Pmi, l'indagine sponsorizzata da Generali Italia e condotta da Innovation Team. L'iniziativa di Generali è giunta alla seconda edizione. E a buon diritto garantisce al colosso assicurativo una sorta di "primato" sul nascente mercato del welfare aziendale. Un primato di conoscenza se non ancora di business. Anche se alla forza vendita di Generali dallo scorso anno - quando debuttò l'iniziativa sull'onda delle prime norme di vantaggio fiscale varate dal Governo - venne affidato un primo kit, con adeguata formazione, per intercettare sulla clientela territoriale esistente le nuove opportunità di offerta. Non marginale l'accordo con Confindustria, sezione Pmi, con Confagricoltura, che quest'anno si estesa a Confartigianato e Confprofessioni. le associazioni datoriali hanno promosso presso i loro associati l'opportunità di entrare nel club delle Pmi con i migliori casi di welfare aziendale. Infatti l'indagine mira a individuare - sulla base di 12 caratteristiche, che vanno dai piani di previdenza complementare a quelli di sanità integrativa, dai supporti alla spese scolastiche per i figli dei dipendenti fino ai benefit per la palestra o per attività di formazione - i "campioni" del welfare aziendale. La novità di quest'anno sarà l'assegnazione di un rating (da 1 a 5 W, come fossero le stelline dell'ospitalità alberghiera o di una guida Michelin) che le aziende potranno esibire come vanto e come opportunità reputazionale. Sono soloo 22 le Pmi che possono esibire le 5W. Il massimo del rating. Quando lo scorso anno Generali Italia scese in campo con la prima edizione del Welfare Index Pmi fu facile capire che era iniziata una nuova stagione. Un nuovo mercato. Il welfare aziendale passava dalle esperienze pionieristiche - quasi tutte in aziende di grandi dimensioni, da Luxottica a Pirelli, da Telecom a Eni - alle case histories di massa. Qualche competitor mugugnò. Unipol organizzava da cinque anni l'appuntamento di Welfare Italia, ma con meno enfasi mediatica. Rbm Salute decise di organizzare per l'estate del 2016 un Welfare day a Roma. Oggi la competizione è aperta, non solo tra le compagnie di assicurazione, ma tra i broker, i provider di flexible benefit, le società di ticket restaurant, quelle dii payroll e il terzo settore.

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