Televisione, i talk non sono in crisi. Lo è la politica in prima serata

Fabio Fazio e Luciana Littizzetto
di Marco Castoro
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Martedì 3 Gennaio 2017, 13:24

Da più pulpiti si continua ad ascoltare sempre la stessa predica, ormai diventata un tormentone: il talk televisivo è in crisi. È vero che il proliferare di trasmissioni di questo genere (perché costano poco e si possono spalmare per tre ore di fila) hanno finito per abbassare a tutti la media di ascolti e a stancare il telespettatore, tuttavia c'è da fare una distinzione di fondo. Non è in crisi il talk in quanto tale, bensì i programmi che si occupano soltanto di politica. Basti pensare a Politics, del quale si può anche discutere del format ma gli argomenti hanno inciso non poco sul flop. Così è stato anche per il Ballarò degli ultimi anni. Mentre diMartedì di Giovanni Floris, Porta a Porta di Bruno Vespa e Matrix di Nicola Porro continuano a veleggiare nel mare aperto degli ascolti. Il motivo? Hanno saputo rinnovarsi. Non fare più trasmissioni monotematiche con i politici, ma sono riusciti a introdurre nella scaletta tanti argomenti più leggeri e nazional popolari. Costume e spettacoli da Vespa, alimentazione e scienza da Floris, la cronaca da Porro.
Il talk tradizionale invece non è affatto in crisi. E non ha bisogno di rinnovarsi. Formule come l'uno contro tutti e l'intervista funzionano sempre. Ne sono la riprova il Costanzo Show che sta vivendo una seconda giovinezza o la stagione super di Fabio Fazio con Che tempo che fa. Perché alternare la persona comune al vip piace al pubblico in quanto si sente rappresentato (Costanzo docet). In questo contesto funzionerebbero benissimo anche Le Invasioni barbariche di Daria Bignardi o Niente di personale di Antonello Piroso, di cui il telespettatore sente la mancanza. Programmi che se collocati bene nei palinsesti non hanno nulla da invidiare al domenicale di Fazio. Perché hanno idee, sono vari e non stucchevoli.
Se in prima serata il teatrino politico della solita compagnia di giro annoia il telespettatore, bisogna dire invece che la cronaca regge bene l'urto. Trasmissioni come Chi l'ha visto?, Quarto grado, Storie maledette continuano ad avere ottimi ascolti. Ora sta per arrivare su La7 anche Luca Telese. L'ex Matrix ha mollato le chiacchiere della politica per occuparsi dei fatti.
Morale della favola: il talk politico è alla frutta, soprattutto se va in onda in prima serata e si trascina per ore. A meno che non ci siano da commentare le elezioni, al grande pubblico i politici non interessano più di tanto. Meglio di gran lunga la seconda serata o la fascia del mattino che risulta prolifica. Di questi tempi faticherebbe anche Santoro in prime time. Lo dimostra Vespa che quando va in onda alle 21:15 quasi sempre non arriva al 10% di share, facendo scendere sensibilmente la colonnina della media degli ascolti di Raiuno. Qualcuno potrebbe obiettare con il fatto che in questa prima parte della stagione siano cresciuti i talk di La7, ma a eccezione di Floris e della fascia strategica occupata da Lilli Gruber, stiamo parlando di spiccioli di share. Vedremo se dopo le vacanze natalizie, con i fuochi spenti del referendum, il trend continuerà a essere positivo. Non sarà facile neanche per Bianca Berlinguer se sarà lei ad andare in prima serata su Raitre al posto di Gianluca Semprini. L'ex direttore del Tg3 farebbe meglio a optare per la seconda serata, com'era negli accordi di inizio stagione. Perché se va male in prime time con un colpo di spugna cancella tutto quello di buono fatto di recente.

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