Gli ideali aiutano a vivere. Ma anche a morire

Lunedì 6 Agosto 2018 di Roberto Gervaso
Noi fratelli, Mondadori editore: Islam e Cristianesimo, di Giancarlo Mazzuca e Stefano Girotti Zirotti. Valore aggiunto, valore sacro, la prefazione generica e di prammatica, di Papa Francesco e come si conviene al Vicario di Cristo, pastore di anime e assertore di fratellanza.

L'opera, per fortuna, non è un'opera teologica, da cui mi sono sempre tenuto alla larga perché ho sempre, diffidato e disdegnato, le speculazioni metafisiche che lasciano il tempo che trovano e ne fanno perdere tanto.
Io, alla fratellanza, credo poco, con buona pace di Rousseau, il quale sosteneva che l'uomo nasce buono e la società, con le sue istituzioni, le sue leggi, i suoi dogmi e le sue ideologie, lo peggiora. L'uomo nasce malvagio e niente lo migliora. Ciò non toglie che bisogna comportarsi bene, fare nei limiti del possibile e dell'impossibile il proprio dovere. Che consiste, come diceva il laico Voltaire nel suo splendido Candide, nel coltivare il proprio orticello. Il resto sono tutte fole, a uso e consumo dei gonzi e dei conformisti, disposti ad abboccare al perfido amo delle convenzioni e dei luoghi comuni, del già visto e del già fatto.

La Storia non insegna niente, ma ci fa conoscere il passato. E il passato del Cristianesimo e dell'Islam non ha certo arricchito e reso migliore la nostra coscienza. Il Cristianesimo, senza nulla togliere ai suoi indiscutibili meriti apostolici, assistenziali, culturali che tanto hanno contribuito a forgiare la società occidentale, ha commesso nefandezze inaudite. Se i dogmi sono stati, e sono, una beffa alla ragione e i concili ecumenici che li hanno proclamati, sono una manipolazione fraudolenta di enfatici inni alla fratellanza, alla tolleranza, al perdono, alla bontà. Se i dogmi e i concili sono stati tutto questo, cos'è stata l'Inquisizione? Cosa sono state le Crociate? Queste esotiche avventure in Terrasanta, alcune naufragate prima di approdare alla terra promessa, sono la parte più appassionante di questa istruttiva e leggibilissima opera di Mazzuca e Girotti, che tutti dovrebbero leggere perché non ce n'è una più esaustiva in commercio. Se la Chiesa ha sulla coscienza tanti crimini, da farsi perdonare (pensate a Galileo Galilei, a Giordano Bruno, alla caccia alle streghe, alla notte di San Bartolomeo, che fece strage degli ugonotti, in nome di una barbara ortodossia), l'Islam non è stato dammeno. Il Corano è un grande libro, come lo sono la Bibbia e il Vangelo, come lo sono i testi sacri di tutte le religioni. Maometto, come Cristo, Buddha, Lao-Tse, Abramo sono stati menti illuminate, anime superiori, ma quanto è stata tradita la loro predicazione! L'islamismo è diventato una fede espansionistica, imperialistica, spietata. Ha lanciato i suoi eserciti in Europa, nel Maghreb, Medio Oriente. E, con il tempo, in plaghe più remote, ricorrenti razzie, rapine, stupri, processi sommari, esecuzioni di massa, che il Profeta avrebbe certamente deplorato. Poi ha ispirato il terrorismo di Al-Qaeda e dell'Isis, insanguinando l'Europa e il pianeta.

La Fratellanza, purtroppo, è un'utopia. Ma è un dovere battersi per essa. Ultimo aggiornamento: 14:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA