CORONAVIRUS

Coronavirus, per gli sciacalli ci vuole solo la pena più dura

Giovedì 2 Aprile 2020
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Per gli sciacalli della pandemia ci vuole solo la pena più dura

C'è qualcosa di molto peggio del Covid-19: sono quegli sciacalli che lo utilizzano seminando carogne infette con i loro atti ignobili. Nel volgere di ventiquattro ore, a Roma, registriamo azioni abiette, che impongono indagini severissime. Del massimo impegno. All'ospedale San Camillo-Forlanini, nottetempo, hanno distrutto i computer destinati all'analisi dei test sul Coronavirus.

Un nucleo di specialisti d'eccellenza creato per alleggerire l'imponente massa di tamponi da selezionare, alla ricerca dell'invisibile e temibile nemico. Si schiuma di furore immaginando pazienti in attesa angosciata dei risultati, gente in precario equilibrio di salute che teme con fondatezza d'essere stata contagiata. Potrebbe aver bisogno urgente di inoltrarsi in un percorso di aiuto incerto e talvolta tragicamente vano. Vigliacchi, sciacalli, vermi. Questo sono. E lo stesso è accaduto allo Spallanzani, centro d'eccellenza mondiale contro queste malattie.

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Computer manomessi da ignoti devastatori, messi fuori uso. Domanda: chi e perché? Dall'interno dell'ospedale? Con quale disegno criminale? Dall'esterno? Fuori da quelle mura, intanto, s'ingegnano i truffatori in Rete: chiedono soldi bussando al buon cuore dei cittadini. Su Facebook, abilmente, rastrellano denaro per comprare per il San Camillo, apparecchiature sanitarie anti-Covid-19. Attenzione massima. Se li incontrate nel vostro navigare avvertite la polizia. Contro costoro sono inutili maschera e guanti protettivi ma solo terapie d'urto. Il carcere.

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