Ma la stretta sul decoro resista anche oltre l'estate

Mercoledì 14 Giugno 2017 di Paolo Graldi
Credeteci: cambia tutto. Roma si appresta a vestirsi di nuovo per la sua bella estate. Lo vuole, terribilmente la sindaca Raggi, stanca di sentirsi ricordare ad ogni talk show sospinto che in dodici mesi di giunta a cinque stelle tutto è solo peggiorato. Sostenuta dalle massime divinità del Movimento la prima cittadina ha promesso lo smantellamento, nel tempo, dei campi rom, dopo che tra rom si davano fuoco nottetempo alle roulotte. Da poche ore sulla Capitale è calata la scure contro chi si fa il bagno nelle fontane storiche, piaga endemica, chi le scambia (e le utilizza) come lavanderie a cielo aperto gratuite anche per animali al seguito o per posti non autorizzati di refrigerio al servizio di turisti accaldati, contro chi bivacca sulle scalinate monumentali disseminandole di resti d'ogni sorta.

Scene invereconde che dovrebbero, secondo le intenzioni, appartenere a un passato senza nostalgie. L'ordinanza municipale risuona come un colpo di frusta verso i trasgressori, che sono alcune centinaia all'ora. A Fontana di Trevi una task force di vigili fa fioccare contravvenzioni da 240 euro senza guardare in faccia a nessuno, indigeni, connazionali e turisti stranieri poco importa. Una prova muscolare da salutare con soddisfazione, che andrebbe tuttavia rafforzata con cartelli segnaletici dei divieti visibili e perentori. Il fatto è che più volte, su queste colonne, abbiamo decritto lo scandalo del degrado dilagante e dopo una passata di multe tutto è tornato rigorosamente come prima. Ecco: il dubbio e insieme l'affanno riguardano proprio la tenuta del provvedimento che deve valere almeno per tutta l'estate. Ce la faranno? La fiducia non manca, l'esperienza ci dice che è mal riposta.