E il Campidoglio è riuscito a dare "buca" anche alle buche

Mercoledì 18 Settembre 2019 di Paolo Graldi
Scusate il disturbo ma ci sono aggiornamenti su un tema che ci coinvolge tutti. La vita quotidiana degli abitanti permanenti o occasionali della Capitale è avvolta da una ossessione che rientra nel vasto campo della psichiatria clinica: le buche. Di buche si vive e tragicamente si muore anche. Le buche sono ovunque: a cielo aperto ben visibili o camuffate, in agguato come trappole, s'allargano formando crateri o si presentano come crepe telluriche nell'asfalto.

Alcune sono segnalate con cerchi gialli (ricordate la mamma di Elena Aubry che lanciò l'iniziativa?) altre spuntano e ristagnano, pronte a sfidare la tenuta degli pneumatici e delle sospensioni, in un susseguirsi di gironi del rischio capaci di minare la qualità della giornata fin dai suoi primi momenti. Le terapie si sono rivelate inefficaci.

Neanche i lutti hanno imposto un cambio di rotta. Adesso, però, si va oltre. Si scopre che i soldi, i molti soldi rastrellati con le contravvenzioni anziché finire nella sicurezza stradale come dice la legge si spendono per oggetti di cancelleria, arredi di uffici dei vigili, manutenzione di beni mobili e roba del genere. In più si arricchisce la mappa dei lavori mal fatti o fantasma, mai eseguiti. Un esposto ha lanciato l'allarme e la Procura della Repubblica indaga.
Il Campidoglio ha dato buca alle buche. Complimenti.

graldi@hotmail.com Ultimo aggiornamento: 13:49 © RIPRODUZIONE RISERVATA