ROMA

Ama, il Comune multa se stesso ma per i cittadini non cambia nulla

Giovedì 31 Ottobre 2019 di Paolo Graldi
L'Ama ci ama? Ogni santo giorno, ogni cittadino di questa città risponde a questo interrogativo che racchiude la rabbia, la frustrazione, il disincanto per un servizio di raccolta dei rifiuti che avvelena la vita dei romani. A pensarla così, adesso, è anche l'Autorità indipendente che vigila sulla qualità del servizio: un cassonetto su due emana miasmi nauseabondi, uno su tre è assediato da sacchi lasciati a terra, una strada su tre è sporca mentre per il Comune il 92 per cento dovrebbe essere tirato a lucido. Un ceffone amministrativo senza appello: nel periodo luglio-settembre il fatturato dello scandalo rifiuti si è triplicato. I dati, come dice la legge, serviranno al Campidoglio per richiamare l'Ama ai suoi obblighi contrattuali, ricorrendo a severe sanzioni, leggi multe salate, di cui risponderanno i dirigenti. Dirigenti che cambiano di continuo, vittime delle porte girevoli del turn over. Ma, poiché l'Ama è una delle partecipate del Campidoglio si deve dedurre che il sindaco punendo l'azienda multa sé stesso.
Domanda: ai cittadini, vere e uniche vittime, nella feroce e puzzolente battaglia quotidiana per liberarsi dei rifiuti (il servizio è il più caro in assoluto) che cosa gliene viene delle multe tra il Comune e l'Ama? Vero è che le sanzioni sono usate come foglia di fico per nascondere un disastro amministrativo inguaribile, l'unico che merita d'essere avviato a una discarica. Ah, trovarla, la discarica.
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