15 gennaio 1982 Il giudice Imposimato denuncia interferenze straniere nel terrorismo italiano

Martedì 13 Gennaio 2015 di Enrico Gregori
Il giudice istruttore Ferdinando Imposimato, nell’ordinanza di rinvio a giudizio di 48 brigatisti rossi, cita il Libano, la Siria, le organizzazioni palestinesi e il Kgb «per aver avuto complicità ed interferenze con le formazioni terroristiche italiane», aggiungendo che «gli sforzi profusi dagli inquirenti per dare una risposta precisa al quesito della presenza di governi o servizi segreti stranieri nell’attività eversiva, non hanno dato dei risultati del tutto esaurienti».



Ferdinando Imposimato è un magistrato, politico e avvocato nonché presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione. Si è occupato della lotta a cosa nostra, alla camorra e al terrorismo in Italia: è stato infatti giudice istruttore dei più importanti casi di terrorismo, tra cui il rapimento di Aldo Moro del 1978, l'attentato al papa Giovanni Paolo II del 1981, l'omicidio del vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura Vittorio Bachelet e dei giudici Riccardo Palma e Girolamo Tartaglione. Aveva un fratello, Franco Imposimato, ucciso dalla camorra nel 1983. Attualmente si occupa della difesa dei diritti umani, ed è impegnato nel sociale. Ultimo aggiornamento: 15 Gennaio, 00:17