"Se dicessimo la verità", ultima replica per il docu-verità che dà voce a chi denuncia la ‘ndrangheta

"Se dicessimo la verità", ultima replica per il docu-verità che dà voce a chi denuncia la ‘ndrangheta
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Martedì 19 Ottobre 2021, 14:09

Ultima replica per il successo del documentario “Se dicessimo la verità”, scritto da Giulia Minoli ed Emanuela Giordano, e prodotto da JMovie con Rai Cinema. Il 20 ottobre allo Spazio Scena di Trastevere verrà proiettata l’opera fuori concorso per questa sedicesima edizione della Festa del Cinema di Roma, e che è stata presentata proprio dal direttore artistico Antonio Monda e dalla presidente della Fondazione Cinema per Roma, Laura Delli Colli, al Quattro Fontane di Roma lo scorso 11 ottobre. Una serata di festa che ha visto molte personalità nel pubblico, tra cui Luisa Ranieri, Nicola Zingaretti, Gabriele Muccino, Gianni Minoli, e che ha ospitato anche uno dei protagonisti del film, il pm di Catanzaro Nicola Gratteri, una voce fuori dal coro in una terra difficile. «La ‘Ndrangheta è stata per decenni una mafia sottovalutata - ha affermato Gratteri - perché ritenuta rozza, anche dai magistrati e dalle forze dell’ordine.

Oggi è l’organizzazione più diffusa al mondo, presente in tutti i continenti; nessuno vuole fare i conti con la presenza delle mafie, né in Italia, né in Europa, e per mancanza di leggi efficaci è anche nelle maglie delle pubbliche amministrazioni». “Se dicessimo la verità” è di fatto un viaggio in questa mafia, un itinerario tra storie e fatti di cronaca che attraversano l’Italia e l’Europa, da Vienna a Copenaghen, passando per Malta, Amsterdam, il Sud d’Italia e Londra, e che svela realtà sconosciute. Una narrazione corale e coinvolta, un incontro in 75 minuti con imprenditori che denunciano, magistrati che indagano, insegnanti e formatori che si impegnano in prima persona, giornalisti che nonostante le minacce non si tirano indietro e, immancabili, parenti delle vittime di ‘Ndrangheta. Non solo una pellicola, ma un tassello fondamentale di un progetto che nasce dal lavoro incessante di una onlus - CCO - Crisi Come Opportunità - che da oltre dieci anni opera su tutto il territorio nazionale per supportare coloro che vivono l’emarginazione e che ha avviato nel 2012 un progetto dedicato alle mafie, “Il Palcoscenico della Legalità” un programma innovativo che, al tempo stesso, rappresenta un percorso formativo, uno spettacolo itinerante, una sinergia tra teatri, scuole e società civile.

Dal 2013 inizia il lavoro negli Istituti Penali per Minorenni di Airola (BN), di Catanzaro e di Roma attraverso laboratori di musica, teatro e sceneggiatura per indagare emozioni e vissuti dei minori ristretti, in collaborazione con le maggiori associazioni italiane che si occupano di queste tematiche e importanti artisti italiani. Un macro-progetto nazionale dove la cultura diventa lo strumento di educazione alla legalità, e che per la prima volta coinvolge le maggiori associazioni e istituzioni impegnate nell’antimafia in Italia, nel recupero della memoria delle vittime innocenti e nel sostegno delle realtà di riscatto e cambiamento. «Con il nostro impegno e lavoro, e con questo documentario in particolare - dichiara Giulia Minoli, autrice e vicepresidente di Crisi Come Opportunità - vogliamo rispondere a una domanda che una volta degli studenti ci chiesero alla fine di uno spettacolo: “ma adesso che torniamo a casa, a noi, cui nessuno in famiglia parla e spiega, noi che cosa possiamo fare?”. Ecco, questa è la nostra risposta».

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