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Studi, sport, amici: la vita senza “contatto” dei giovani

Mercoledì 25 Novembre 2020 di Raffaella Troili

I dolori del giovane adolescente con gli ormoni chiusi in casa sono un sali scendi di comportamenti contraddittori. Si passa da certe giornate chiusi in casa senza lavarsi, in dad e senza prospettive se non quella di scendere a comprare l’acqua ad altre in cui presi dalla foga si prende la corda e si salta sul terrazzo sotto la pioggia o si costruisce un sacco fai da te e si torna a fare boxe, sempre sul balcone, saltellando, musica di sottofondo, prendendo a pugni questo lungo momento di clausura.

C’è chi frequenta il terzo anno ma già sogna l’università e i viaggi all’estero, prospettive a lungo termine, per non illudersi che tutto finisca presto... Chi si attacca a quel giardinetto sporco e buio solo per incontrarsi poche ore e chi non ha voglia di allenarsi se poi non c’è il campionato. Si vive alla giornata. Tra studi rilassati e sport senza contatto.

Poi un giorno vedi il marziano farsi bello, improfumarsi e uscire, lo sguardo assente. E non ci si era più abituati, qualcosa non torna, si regredisce e si torna a usare il geolocalizzatore. Che, però, dato che questo non è un anno normale, per la prima volta fa cilecca. Risulta che sta al civico di una chiesa, chiusa. E continuerà a dare indicazioni errate... chissà che in questi mesi il furbo non abbia disattivato localizzazioni e password.

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