Va in pensione Serianni, l'italianista che insegna a mettere l'accento su sé stesso

Giovedì 25 Maggio 2017 di Pietro Piovani
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È andato in pensione Serianni, la vita non ha più senso.
@meravigliaaa


Lunedì scorso, nella facoltà di lettere della Sapienza, Luca Serianni ha tenuto la sua ultima lezione: dall’anno prossimo sarà in pensione. L’importanza della notizia può essere compresa davvero solo da chi ha avuto la fortuna di frequentare i suoi corsi di Storia della lingua italiana. Parliamo di una comunità piuttosto numerosa, almeno qualche migliaio di persone, generazioni di studenti che si sono fatti sedurre dall’eloquenza nitida, profonda, forbita, a tratti spiritosissima dell’italianista nell’arco di quattro decenni di insegnamento universitario.

Alcuni hanno in seguito intrapreso a loro volta la carriera accademica e sono diventati importanti linguisti; altri hanno lavorato con l’italiano in modo diverso, come scrittori o giornalisti; altri ancora hanno intrapreso percorsi professionali lontanissimi ma si sono portati dietro il prezioso bagaglio di quelle lezioni di grammatica storica, che insegnavano l’italiano, le sue leggi, la sua evoluzione nei secoli, ma soprattutto educavano a un rapporto di confidenza con la lingua, senza timori reverenziali e senza fanatismi. Gli allievi di Serianni non sanno soltanto l’italiano: sanno come funziona l’italiano. Perciò non hanno paura a scrivere (per esempio) “sé stesso” con l’accento, grafia che le maestre elementari segnano come un errore da matita blu in obbedienza a una regola che invece è - spiega Serianni - «senza reale utilità». 

È grazie a professori come Serianni che l’università riesce a volte ad essere ciò che dovrebbe essere sempre: un luogo dove un ragazzo rimette tutto in discussione, scopre nuovi punti di vista da cui osservare il mondo e infine impara a fare affidamento sulla propria testa. Impara a mettere l’accento su sé stesso.

(Nella foto - postata su Facebook da Martina Bartolomucci - Luca Serianni in cattedra per l'ultima lezione. Sulla lavagna alle sue spalle si legge l'omaggio degli studenti, che parafrasa il sesto canto del Paradiso: “E se il mondo sapesse il valor che ebbe/ Insegnando italiano retto e giusto/ Assai lo loda e più lo loderebbe").

pietro.piovani@ilmessaggero.it Ultimo aggiornamento: 27 Maggio, 10:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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