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Covid e adolescenti, «18 anni ai tempi del virus: gli anni che nessuno mi ridarà»

Venerdì 5 Marzo 2021 di Veronica Cursi
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Covid e adolescenti, «18 anni ai tempi del virus: gli anni che nessuno mi ridarà»

Edoardo non ha potuto festeggiare i suoi 18 anni, non potrà farlo probabilmente neppure per i cento giorni, la patente, l’ultimo giorno di scuola di tutta la sua vita. E salterà forse anche il viaggio di maturità, la gita dell’ultimo anno, quella in cui ti dichiari con la ragazza che ti piace dal primo, tanto tutto sommato non la vedrai più. Non può godersi la libertà per strada, gli aperitivi, ritrovarsi con gli amici a fare nulla, l’unica piazza che conosce è quella virtuale. Ma di like e direct non ne può più. Continuano a dirgli che andrà tutto bene. Si, ma quando? Ora che le scuole potrebbero richiudere e si ipotizza lo spettro di un lockdown più rigido le lancette tornano indietro di un anno. Ed è dura.

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Fin dall’inizio della pandemia si è cominciato a parlare di chi soffriva di più di questa situazione - negozianti, ristoratori - ma loro, i giovani, no. Anzi spesso sono stati considerati come responsabili o untori. Mai vittime. E invece vittime lo sono. Chi glielo ridarà questo anno di vita? Non un anno qualsiasi: l’anno in cui si è adolescenti. Perché - diciamoci la verità - dopo i 30 gli anni sono più o meno tutti uguali. Ma a 17,18 anni ogni giorno è unico e ineguagliabile. E loro non lo dimenticheranno. 

Ultimo aggiornamento: 6 Marzo, 14:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA