Sanremo e i romani, la vita è adesso

di Davide Desario
A sentire Carl Brave X Franco126 Non posso fare a meno di andarci con la maglietta “Daje” dell’ElvisLives #ScenaRomana
@SamueleWitwicky

Stasera comincia Sanremo. E c’è tanta Roma sul palco del Festival. Su tutti Luca Barbarossa con una canzone proprio in dialetto. Ma poi ci sono anche Noemi, Max Gazzè che nei localini della Città Eterna si è fatto le ossa, Fabrizio Moro e l’emergente Mirkoeilcane. Eppure proprio a Claudio Baglioni, direttore artistico ma anche romano doc di Centocelle, è sfuggita la new wave cresciuta all’ombra del Colosseo che sta registrando un successo senza precedenti. Qualche esempio? Il fenomeno Calcutta: esploso su Youtube con il suo minimalismo metropolitano. Oppure Coez, che forse Super Claudio nemmeno sa chi sia, ma che sabato e domenica ha fatto sold out al Palalottomatica: roba da far invidia a big blasonati e rockstar internazionali.

Negli ultimi anni solo Mannarino, altro “romano ‘de Roma” è riuscito a fare di meglio. Per non parlare dei Thegiornalisti, i più cantati dell’estate con hit come “Completamente” e poi “Riccione”. Mentre l’Orchestraccia di Conidi, Pesce, Caputo é stata a lungo la più scaricata su Spotify. E che dire del duo rap Carl Brave X Franco 126? Da ieri fino al 9 febbraio quattro concerti all’Atlantico già esauriti. Tutti spettatori che non guarderanno Sanremo ma canteranno “Vorrei rubare i desideri a Fontana di Trevi...Te dimmi dove sei mi faccio tutta Roma a piedi...”. E se si vuol capire che Roma fa e che Roma farà vanno seguiti anche loro. Soprattutto loro. Daje Cla’.

davide.desario@ilmessaggero.it
Martedì 6 Febbraio 2018 - Ultimo aggiornamento: 19:50

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