Il vaccino e la vaccinara: due code per tornare a goderci la vita

Il vaccino e la vaccinara: due code per tornare a goderci la vita
di Pietro Piovani
1 Minuto di Lettura
Lunedì 3 Gennaio 2022, 00:09

Forse lo spirito giusto per affrontare il 2022 è quello dimostrato dagli autori del cartello affisso su una saracinesca a Santa Croce in Gerusalemme: la scritta grande CODA e poi due frecce, da una parte i vaccini, dall’altra la vaccinara. Ovvero, a sinistra ci si mette in coda per la farmacia che somministra vaccinazioni; a destra si va all’osteria che somministra coda alla vaccinara e altri piatti della cucina romana. Abbiamo alle spalle ventidue mesi di dolori e di rinunce, davanti a noi ancora tanta incertezza ma almeno qualche buon motivo per tornare a sorridere. E il motivo si chiama soprattutto vaccino, la grande conquista della scienza che ci ha consentito di tornare (con prudenza) in trattoria, e anche a teatro, allo stadio, in vacanza, insomma a goderci il mondo in 3D invece che su un display. Dunque le due frecce non indicano un bivio, cioè una scelta alternativa, ma il contrario: le due code sono complementari, una esiste solo perché esiste l’altra. Così due ristoratori romani - due fratelli che gestiscono l’osteria e hanno inventato il cartello della foto per richiamare l’attenzione sul loro locale - con tre parole hanno sintetizzato lo spirito del nostro tempo. Il tempo in cui abbiamo ricominciato piano piano a vivere. E a farlo, vivaddio, con un po’ di allegria.
 

pietro.piovani@ilmessaggero.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA