Quelli a cui è stata rubata la prima passeggiata a Roma

Quelli a cui è stata rubata la prima passeggiata a Roma
di Mauro Evangelisti
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I turisti americani non li vedremo più per chissà quanto tempo, quelli brasiliani o indiani anche. Da Cina, Corea del Sud e Giappone pensare di venire a visitare l’Italia è quanto meno azzardato, perché ancora è in vigore l’obbligo di quarantena. Per molto tempo, alcuni mesi se siamo molto ottimisti, almeno un anno se siamo moderatamente ottimisti, ci sono decine di milioni di persone nel mondo che non potranno scoprire e vedere per la prima volta il Colosseo, piazza di Spagna, la Fontana di Trevi, la Cappella Sistina, mangiare una pizza a Trastevere, bere un cocktail in una terrazza con vista su Roma. Allo stesso modo, ci sono tanti ragazzi italiani che sognavano la loro prima passeggiata tra i grattacieli di New York, il primo mojito a La Habana Vieja, la prima volta con la tavola da surf a Bali, che dovranno aspettare chissà ancora quanto tempo. Ci sono tante “prime volte” - Rio, Chiang Mai, Gerusalemme, Sydney, Macao - che dovranno essere rinviate. Ma se e quando tutto questo finirà, come cambierà il turismo? Qualcuno dice che non si viaggerà più come prima, ma forse si viaggerà molto più di prima, perché avremo accumulato talmente tanti desideri insoddisfatti che tenteremo di recuperare il tempo perduto. Se e quando.

Domenica 5 Luglio 2020, 00:05
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