ROMA

Roma e le statue maltrattate che nessuno ha mai difeso

Lunedì 13 Luglio 2020 di Pietro Piovani
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In tutto il mondo sono tempi durissimi per le statue, e a Roma un mese fa se l’è vista brutta la testa in marmo del generale Antonio Baldissera, capo delle truppe italiane in Eritrea, personaggio che in verità non era mai stato al centro del dibattito nazionale prima di venire verniciato di rosso. L’atto vandalico ha comprensibilmente richiamato l’attenzione di tutti, cosa che di solito non accade quando qualche teppista se la prende con gli altri busti del Pincio o del Gianicolo. Eppure sono statue dedicate a personaggi verso i quali la nazione dovrebbe avere un debito di riconoscenza forse maggiore di quello meritato dal Baldissera, il quale - per chi non lo sapesse - durante il Risorgimento si distinse sì per eroismo, ma combattendo contro l’Italia, nell’esercito austriaco. A Roma le statue vengono strapazzate da sempre, nel disinteresse generale, i nostri padri della patria sono tutti senza naso, il povero Ludovico Ariosto addirittura si è visto sostituire la testa con quella di un altro (se n’è accorto il quotidiano “Leggo”, ma chissà per quanto tempo il falso Ariosto era stato lì). E ormai da due anni il monumento a Garibaldi è sfregiato da un bubbone di tubi innocenti, reti di plastica e blocchi di cemento: lavori in corso, scadenza mai. A Roma le statue le maltratta il Comune, le maltrattano i vandali e un po’ le maltrattiamo tutti con la nostra indifferenza. Il movimento Black Lives Matter ai romani gli spiccia casa.

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