ROMA

Iscrizione a scuola, la regola aurea per decidere senza discutere

Lunedì 27 Gennaio 2020 di Pietro Piovani
Un padre riferisce agli amici le aspre discussioni in famiglia per la scelta della scuola a cui iscrivere la bambina. Interviene Giorgio a raccontare la sua esperienza personale: «Dovevamo iscrivere nostro figlio alle elementari e io non avevo dubbi: per me la scuola migliore è sempre la più vicina. Noi ne avevamo una a 50 metri da casa, nel quartiere Trieste, ma tra le mamme dell'asilo si erano sparse brutte voci: pare che proprio in quella scuola si fossero registrati casi di bullismo, episodi anche molto gravi come il furto di merendine in una prima elementare. Provai a convincere mia moglie, ma alla fine dovetti cedere: per cinque anni ho accompagnato mio figlio a una scuola molto più lontana, circa venti minuti di viaggio ad andare e altri venti a tornare. Ogni mattina lungo la strada incontravo un collega di lavoro che come me accompagnava il figlio tenendolo per mano: lui abitava a due passi dalle elementari che noi avevamo scelto per il nostro bambino, ma su quella scuola aveva posto il veto sua moglie, anche lei convinta dai giudizi negativi delle altre mamme dell'asilo, per cui era costretto a portare il ragazzino alla scuola sotto casa mia. Avremmo potuto scambiarci le case, o le mogli, o i figli: ognuna di queste diverse opzioni avrebbe risolto il nostro problema». Giorgio conclude enunciando la regola aurea che dirime all'origine qualsiasi controversia coniugale sulla scelta della scuola: discutere è inutile, tanto a decidere alla fine sono sempre le madri.

pietro.piovani@fastwebnet.it © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Roma deserta, i controlli e la storia di Marta abbandonata in strada dai vigili (come in una favola)

di Pietro Piovani