Nella Roma del futuro non ci saranno più i lavavetri

Nella Roma del futuro non ci saranno più i lavavetri
di Pietro Piovani
2 Minuti di Lettura
Giovedì 29 Dicembre 2016, 00:46

Marchionne: «Tra 5 anni avremo la macchina che si guida da sola». E dopo 2 giorni nel traffico di Roma,
imparerà pure a bestemmiare.
@Chididovere



In un futuro abbastanza prossimo, quando le automobili si guideranno da sole, le macchine “di proprietà” non esisteranno più. Ci sposteremo - così almeno sostengono i futurologi - su veicoli condotti da un computer che prenoteremo con il telefonino e che pagheremo a tariffa. Si fa già l’elenco delle professioni che spariranno (il tassista, il camionista, l’autista d’autobus, il concessionario automobilistico) o che saranno assorbite da grandi strutture societarie (meccanici ed elettrauti, agenti assicurativi). Ma in una città come Roma la rivoluzione tecnologica in arrivo può eliminare anche molte altre figure professionali, potremmo definirli i mestieri tipici locali.

I lavavetri ai semafori per esempio: è difficile scucire monetine a un software , i microprocessori non hanno un cuore né cedono a ricatti morali, e poi i veicoli computerizzati del futuro avranno di sicuro il parabrezza sempre pulito. Si prevedono tempi duri anche per i parcheggiatori abusivi: la fine del mezzo privato significherà che persino a Roma - si stenta a crederci - il problema del parcheggio non esisterà più. Il fiorente mercato dei posti auto andrà in crisi, dunque bisognerà trovare un nuovo utilizzo per i garage e i box auto che oggi producono redditi a diversi zeri per chi li possiede. Il Comune avrà bisogno di meno vigili urbani per fare le multe, e gli avvocati specializzati nel contenzioso stradale non avranno più clienti.

Tutte queste cose non succederanno certo nel 2017, ma è un cambiamento che può realizzarsi gradualmente in una ventina d’anni. Alla fine possiamo aspettarci una Roma più bella, più ordinata e più comoda di quella a cui siamo abituati, ma con decine di migliaia di disoccupati in più. Forse è bene cominciare a organizzarsi sin d’ora.

pietro.piovani@ilmessaggero.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA