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I cani, i padroni sporcaccioni e i romani che li spiano dalla finestra

I cani, i padroni sporcaccioni e i romani che li spiano dalla finestra
di Pietro Piovani
1 Minuto di Lettura
Lunedì 1 Marzo 2021, 00:00

Il cartello affisso in via Festo Avieno, alla Balduina, recita: «ATTENZIONE! VI STIAMO OSSERVANDO DALLE FINESTRE, ANCHE DI PRIMO MATTINO E DI SERA. QUESTO NON È UN GABINETTO PER CANI». Sta prendendo una brutta piega il conflitto tra romani esausti e padroni di cani maleducati, dove il “maleducati” è riferito ovviamente ai padroni, non certo ai cani che non hanno colpe e fanno solo il loro dovere di cani. Gli sporcaccioni (sempre riferito ai padroni) si moltiplicano, camminare per le strade di Roma è diventato un percorso da Giochi senza frontiere in cui vanno evitati non solo gli escrementi tal quali, ma anche quelli - diciamo così - confezionati, per la recente, bizzarra abitudine di raccogliere la cacca nell’apposito sacchetto e poi lasciare il pacco sul marciapiede. Così il clima si esaspera, e produce messaggi come quello della Balduina. Di quel testo scritto tutto in maiuscolo spaventa l’idea di un controllo oppressivo («vi stiamo osservando») e a tempo pieno («anche di primo mattino e di sera»), roba da spionaggio della Stasi ai tempi della Ddr. Davanti all’immagine di una comunità anonima e minacciosa che scruta i movimenti dei passanti, d’istinto per qualche secondo viene voglia di solidarizzare con i proprietari di cani sudicioni (sempre riferito ai proprietari). Solo per qualche secondo, poi si torna a imprecare, con gli occhi fissi in terra.

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