«Una statua per l'oca Giulio». Il surreale dibattito del Pigneto

«Una statua per l'oca Giulio». Il surreale dibattito del Pigneto
di Pietro Piovani
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È morta l’oca Giulio, e tutti si sono dispiaciuti. Il simpaticissimo palmipede, evidentemente di sesso maschile, era diventato un’attrazione del Pigneto: abitava nel cortile di un pianterreno, i suoi padroni - si diceva - lo avevano salvato da una faina in campagna. Dopo cinque anni di vita cittadina, Giulio si è ammalato e se n’è andato. E qui cominciano le stranezze di questa storia. Al Pigneto e sui social, parte il processo ai proprietari di Giulio, accusati di non essersi presi cura dell’animale, di non averlo nutrito bene e addirittura - colpa imperdonabile - di essersene andati a cena fuori la sera della sua dipartita. Non si contano i messaggi di cordoglio, chi dichiara «dolore immenso», chi si indigna perché la gente non si addolora abbastanza, chi lancia l’idea di commissionare un murale in onore del povero papero. A questo punto entra in scena la schiera dei goliardici, che per deridere l’eccesso di afflizione promuovono iniziative surreali: dedicare a Giulio un monumento, dedicargli una strada, adottare l’oca come simbolo del quartiere (come la nota contrada di Siena). Si arriva a ipotizzare che Giulio fosse la reincarnazione di Pasolini. Sortite ironiche ovviamente, ma l’ironia purtroppo non incontra grandi consensi di questi tempi e così finisce che molti prendono quegli scherzi alla lettera, e aderiscono sul serio alla proposta di intitolare all’oca una strada o una statua o lo stemma del quartiere. E allora via con nuovi sarcasmi, polemiche e offese personali. A Roma ormai quando si parla di animali - che siano cani, gabbiani, cinghiali, storni, oche - si finisce sempre per litigare.

pietro.piovani@ilmessaggero.it

Lunedì 7 Giugno 2021, 00:29
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