«Non fare il bagno, hai mangiato!». L'eterno rebus delle mamme italiane

Mercoledì 31 Luglio 2019 di Raffaella Troili
«Non ti fare il bagno!». «Ma come? Sto al mare». C’è chi continua a ripeterlo, non si sa mai, tanto il mare è traditore, anche ai figli ormai grandi. Ma il dilemma più serio - entrare o no in acqua dopo mangiato - resta. E nel dubbio, acqua troppo fredda, pancia troppo piena, c’è chi ancora applica orologio alla mano le fatidiche, esagerate 3 ore post pranzo. Aneddoti, dicerie, tramandate in famiglia. C’è chi scende a due, chi in mancanza di teorie scientifiche si regola con un’oretta. Tra vicini di ombrellone scattano sguardi di derisione, l’argomento divide: «Guarda gli stranieri come sono spigliati, le mamme italiane sono esagerate». E le grida in riva al mare: «È troppo presto, aspetta», anche se i ragazzi stanno giocando solo a racchettoni in una pozza non sono un ricordo di stagioni lontane ma restano un tenero struggente evergreen. La paura di una congestione, l’ignoto timore di un malore, fanno delle attente mammone italiane le prime della classe. Portabandiera dell’ansia. Anche in montagna cambia poco: se i ragazzini stranieri sono in canotta, i nostri, senza generalizzare, sono bardati per il Polo. E in città, ecco bimbi biondissimi e scalzi, figli di turisti, seduti a terra a raccogliere cicche in centro, davanti a mamme italiane in pena per loro... © RIPRODUZIONE RISERVATA

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