«Per noi che andiamo in motorino a Roma tira una brutta aria»

«Per noi che andiamo in motorino a Roma tira una brutta aria»
di Pietro Piovani
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Lunedì 1 Ottobre 2018, 00:05

«Ma che vi avremo fatto, noi che giriamo in motorino?» si chiede Enrico, indicando il nuovo cordolo di viale Eritrea. Che ufficialmente serve a proteggere la corsia preferenziale, ma in realtà è molto di più: quella fila di aste, di giavellotti puntati contro il corpo del motorinista innocente, quella dentatura gialla che evoca la bocca del feroce mostro Cariddi, è sicuramente l'invenzione di un sadico, una trappola ideata con l'evidente intenzione di attentare alla vita dei cosiddetti (così vengono chiamati sui giornali) “centauri”.

Enrico si lamenta: «Non bastavano le buche, i tombini profondi come pozzi, lo smog, le macchine che ti tagliano la strada... adesso pure questa roba qua» dice. E associa i birilli gialli del quartiere africano all'annunciato progetto di introdurre il cosiddetto “ecopass”, che all'inizio sembrava sostanzialmente una tassa sui motorini in centro, poi c'è stata la precisazione, forse moto e scooter saranno esentati ma ancora di preciso non si sa.

«Comunque sia – brontola ancora Enrico - in questa città tira una brutta aria, pare che ce l'abbiano tutti con noi. Sarà perché il traffico è aumentato. Fateci caso, a Roma più c'è traffico, più gli automobilisti scaricano la loro rabbia su chi va in motorino: si sentono imprigionati, ci vedono passare e proprio non lo sopportano».

pietro.piovani@fastwebnet.it

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