Tra modaiole e secchione il sorpasso delle simpatiche

Mercoledì 13 Novembre 2019 di Raffaella Troili
Dicono che le “modaiole” hanno le ore contate. Che in classe non fanno che lisciarsi i capelli, parlare di vestiti, negli ultimi banchi c’è chi osa passarsi lo smalto sulle unghie. Enigmatiche, inarrivabili, autoreferenziali, innegabilmente irretiscono. Ma dopo un po’ annoiano. «Mamma ho provato a stare con loro ma parlano solo di soldi, vestiti, trucchi. E male degli altri». Un po’ come “Caterina va in città” divisa e delusa tra compagne di destra e sinistra, entrambe “puzzone” e radical, l’ex modaiola in fuga ha cercato riparo nel gruppo delle “secchione”. È un micromondo che si è ritrovato via via, labile, instabile come l’età ma basato su alcune regole: una di queste è il primo banco dove seguire il labiale dei prof. Hanno meno inviti alle feste, più voglia di studiare, non se la tirano e tutto ciò nel gergo perfido dei ragazzini si traduce in “sfigate”. Eppure anche loro sono tante e divertenti, la commistione resta difficile ma non impossibile, finirebbe l’eterno gioco di ruolo delle femmine, da cui i maschietti si tengono alla larga, un colpo al cerchio uno alla botte, in cerca di una fanciulla sì di bell’aspetto ma soprattutto “simpatica”. Pensa un po’, davvero? «Sì, alla mano, affettuosa, spontanea. In gamba». La simpatica stravince su modaiole e secchione.
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