«Vi racconto mia sorella Marta Russo»

di Maria Lombardi
Le donazioni allora erano un miraggio la famiglia di Marta Russo fu pioniera di altruismo nonostante il dolore
@antonellacesar2


Tiziana Russo prova a immaginare un’altra storia. Sono le 11,43 del 9 maggio 1997, uno sparo alla Sapienza. Il proiettile colpisce un’inferriata. Marta, 22 anni, nemmeno se ne accorge e continua a passeggiare con l’amica sul vialetto dell’università. Qualche anno dopo si laurea in Giurisprudenza, diventa mamma, le sue figlie giocano con le cuginette. Un libro serve anche a questo, «a fare pulizia nell’anima», e a riprendersi quello che non è stato. La sorella che non c’è più. Tiziana torna oggi alla Sapienza «per scrivere la parola fine dove tutto è cominciato», confida in un’intervista a “LetteraDonna”. In un’aula del rettorato alle 16 presenta il libro “Marta Russo mia sorella” (Log edizioni). Scrivere di lei, dice, «era l’unico modo per recuperare un rapporto intimo». Marta non c’era più ma era sempre lì, «un caso», un mistero risolto a metà, «non è mai stata trovata la pistola», per alcuni «una santa». Nelle pagine di Tiziana è di nuovo la sorella più piccola, «timida e caparbia». La bambina bionda delle estati in Sabina, «salvavamo gli uccellini». L’amica da poco ritrovata, dopo la lontananza dell’adolescenza. Quella mattina all’università Marta indossava i vestiti di Tiziana. È durata anni, quella mattina lì: gli attacchi di panico, il ritrovarsi figlia unica, la fuga a Torino per non sentirsi sempre e solo «la sorella di Marta Russo». Adesso Tiziana sa che «quando cadi puoi rialzarti» e c’è una vita da vivere anche per lei. «Quando eravamo piccole..», a volte si ritrova ancora a dire io e Marta. 
Venerdì 15 Dicembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 00:05

© RIPRODUZIONE RISERVATA

COMMENTA LA NOTIZIA
0 di 0 commenti presenti
  • 89
QUICKMAP