Figli piccoli o già cresciuti, le mamme allo specchio

Martedì 4 Agosto 2020 di Raffaella Troili
C'è stato un tempo in cui si prendeva il lettino “tanto per”. In realtà a fine vacanza si poteva dire con sicurezza che là sopra non si era trovato il modo di stendersi un attimo. Indaffarate dietro i piccoli non c’era stato tempo nemmeno di sedersi. Estati impegnative: metti la crema, cambia costume, carica e scarica passeggini. Rimosse. Passate. A ricordarcelo è la più giovane mamma che fa su e giù cercando di non alzare la sabbia e disturbare mentre si legge un libro sotto l’ombrellone in perfetto relax.

Della presenza dei figli in spiaggia non restano che tracce: ciabatte abbandonate, al massimo uno zaino... A una sfugge: «Un giorno arriverà anche per me quel momento...», intanto l’altra si accorge del tempo che passa. Il resto della vacanza continueranno a incrociarsi, sfiorarsi, in realtà osservarsi. Si invidiano l’un l’altra. Una va e viene, senza sosta dalla riva del mare all’ombrellone, su e giù. Porta palette, secchielli con granchi in coma, braccioli, canotti, palloni, biglie, bocce e asciugamani a bambini che vogliono giocare e stare a mollo e hanno costantemente bisogno di lei. L’altra ha già dato e solo ora si accorge che in confronto era come giocare alle bambole. E che di giorno si stende tranquilla ma la notte no. Perché ora i figli giocano da soli.
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