La “play”, una microspia in casa: tutti sanno gli affari di famiglia

Mercoledì 4 Settembre 2019 di Raffaella Troili
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C’è voluto un po’ a capirlo. Come faceva a sapere quel moccioso del palazzo davanti che eravamo usciti coi pantaloni rossi? E che in un momento di rabbia abbiamo tirato un barattolo di pesto per aria, che a una certa ora si trascende in linguaggi coloriti, tipo “Mo’ sclero”. Mistero svelato: quelle cuffie della play station collegate a internet sono il telefono di oggi, i ragazzi si raccontano mentre giocano, ascoltano quel che accade nelle case altrui, commentano, prendono in giro gli adulti che girano intorno. Il tempo di iniziare la litania di rimproveri in “online visione”, «è tornata mamma tra un po’ stacco», che partono risatine, battute, chi sbuffa, chi ignora. Ognuno si scambia informazioni, anche quelle che i genitori tra loro non si dicono. «Mio fratello è stato rimandato, papà si è laureato, ho cambiato scuola, in vacanza mi sono rotto il ginocchio sono stato sempre fermo, che noia il viaggio a Stoccolma, ha detto mamma che quest’anno non faccio catechismo». I pettegolezzi corrono in play, attenti a non lasciarla accesa che chi è collegato sente in diretta quel che dite, come fosse una cornetta del telefono lasciata lì. Ma che goffi gli adulti non lo capiranno mai. Così in Veneto sanno che stasera si mangia la carbonara, «strapazzata come la fa mamma». Ultimo aggiornamento: 01:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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