La generazione che snobba i motorini e pure i bolidi

La generazione che snobba i motorini e pure i bolidi
di Raffaella Troili
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Mercoledì 26 Giugno 2019, 00:15

Camminano dinoccolati, ciondolano sui muretti, si trascinano dentro casa e non hanno quella smania che avevano altre generazioni: sfrecciare in motorino, tra un’impennata di troppo e un rombo coatto. Un problema in meno per le famiglie, visto come stanno messe male le strade di Roma. La corsa allo scooter degli adolescenti è passata di moda, non è più il regalo per eccellenza di fine anno scolastico, non si discute nelle case sull’età giusta in cui concedere le due ruote. Al massimo si parla di macchinette ma non c’è quella pressione, la cantilena, la goccia cinese che alla fine fa scendere a patti tra mille patemi. Che poi a dirla tutta, anche la smania dell’auto, quella che un tempo a 18 anni e un minuto faceva correre i maggiorenni a iscriversi alla scuola guida sembra lievemente calata. C’è tempo, l’atarassia, l’indifferenza dei ragazzi d’oggi, così poco in vena di guidare e rendersi autonomi - più i maschi a sbirciare gli abitacoli - non passa inosservata. Eccoli invece cappelletto in testa e monopattino, bici sgarrupate, appuntamenti improbabili quanto surreali («andiamo a Ostia a piedi? sono 7 ore dice google maps»), eternamente con genitori maggiordomo al seguito, comunque senza quella voglia di ostentare un piccolo bolide che vuol dire libertà.

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