CORONAVIRUS

Il nuovo volto di Ibiza con il Covid: mascherine, folla al porto e megadisco chiuse

Sabato 8 Agosto 2020 di Mauro Evangelisti
Ma nella sesta provincia del Lazio, perché questo sembra Ibiza d’estate, come va l’agosto del Covid? Il cambiamento appare già lungo la strada dall’aeroporto: non ci sono i maxicartelloni che pubblicizzano le feste con i dj superstar. Ibiza, saggiamente, al contrario del resto della Spagna, ha chiuso le disco. Sono tra le più importanti e capienti al mondo, con fatturati imponenti: il business vero non rischia, fermi il Pacha, l’Amnesia, l’Hi. Quasi fantascienza. Però il tasso di crescita dei contagi è notevolmente più basso, per ora, rispetto alla vicina Catalogna. E l’isola della trasgressione ha imposto le mascherine anche all’aperto. Non tutti rispettano le regole, ma a volte la polizia ferma chi le viola. E soprattutto ci sono più mascherine che a Roma, anche fra i giovanissimi. Più ti allontani dal porto, più vince la tristezza, playa d’En Bossa è spenta, pensare che un tempo qui eran tutti corpi scultorei. Al porto ritrovi Ibiza: i bar, aperti fino alle 2, sono affollati da giovani italiani, spagnoli e francesi; nei ristoranti tutto esaurito. Camerieri in mascherina, anche perché sono scattate molte multe ai locali dopo una prima pagina del quotidiano Abc che mostrava la folla a Ibiza. Spiagge? Piene. E nella vicina Formentera le case in affitto sono andate a ruba.  © RIPRODUZIONE RISERVATA