Freeze di classe, ma solo con i prof docili

Mercoledì 30 Novembre 2016 di Raffaella Troili
Fantastico il freeze di classe
@TantiAuguriGio

C’è una prof che parla, chiede attenzione, si agita dietro la cattedra. Nessuno la ascolta, gli studenti sembrano imbambolati, congelati, sospesi. Chi si fissa occhi negli occhi contro il muro, chi è al banco ma guarda nel vuoto, chi è in piedi ma immobile e non dà cenni di vita. In sottofondo risatine piene di brufoli e ormoni in cerca d’identità. Entra un ragazzo che riprende la scena, la prof fa tenerezza, nessuno sembra considerarla. E’ uno dei numerosi video postati su Youtube e nelle chat girato in una delle tante scuole romane dove gli studenti si approfittano dei prof meno severi e usano il cellulare nell’orario scolastico.

Non faremo i nomi degli istituti, inutile scatenare polveroni se gli stessi docenti hanno ritenuto opportuno non denunciare l’accaduto. Avviene, da quando i ragazzi hanno il permesso di portare il cellulare a scuola, per mostrarlo e farci di tutto tranne telefonare in caso di bisogno.

Ora gli adolescenti, nell’età più bella e stupida che ci è dato vivere, fanno il verso al Gf, che poi ha sua volta ha rispolverato un vecchio gioco che tutti abbiamo fatto, alle elementari però. “Freeze e stop freeze”: ecco gli studenti diventare statue di cera, il tempo si ferma, ognuno resta sospeso, in silenzio, inespressivo. Curioso che questi giochini non avvengano mai quando spiega la tremendissima prof di matematica o l’urlatrice dalla nota facile delle materie letterarie. A subire video e freeze ed esser continuamente interrotti sono i docenti di tecnologia, geografia, arte, religione, educazione fisica... Quelli con poche ore, quelli che quando entrano in classe sudano freddo, come prima di entrare in scena.

raffaella.troili@ilmessaggero.it
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