Ecco la festa di via Balilla: quando una strada diventa famiglia (per una sera)

Lunedì 18 Giugno 2018 di Marco Pasqua
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Una volta all’anno, da oltre 25 anni, c’è una strada di Roma che diventa famiglia. Una famiglia allargata, con centinaia di persone, che parlano, ballano, giocano. Grandi e piccini, per una sola sera, si ritrovano come se fossimo in un piccolo paesino, dove tutti si conoscono. E’ un rito, per nulla stanco, quello che, anche lo scorso weekend, ha visto trasformare via Balilla, nel cuore dell’Esquilino, nell’opposto di una strada metropolitana, dove i vicini si ignorano e certamente non danzano insieme.
 

 

Chi la organizza è attento a tutto, anche alle autorizzazioni, che consentono di chiudere la via al traffico. Via le auto, arrivano tavoli e sedie, portati dai residenti: ognuna delle circa 30 famiglie che vivono qui (tra queste ci sono anche molte transessuali), cucina qualcosa e porta da bere. Non si paga niente, nessuno vende nulla. Chi vuole unirsi a queste tavolate è il benvenuto: c’è chi porta teglie di lasagne, chi bottiglie di vino, chi biscotti. Lungo la via, tante buste per raccogliere i rifiuti. E’ una comunità che, 12 mesi all’anno, si prende cura di questo angolo di Roma, spazzando là dove non arrivano l’Ama e il Servizio Giardini. E si ritrova in questa festa, che chiude i battenti alle 2, per non dar fastidio a nessuno. E non ci sono solo persone di questo rione, martoriato da criminalità e degrado. Tanti vengono da altri quartieri, per prender parte, anche solo per una notte, ad un’usanza nata per assecondare l’umano bisogno di sentirsi parte di una comunità dove ci si chiama tutti per nome.

marco.pasqua@ilmessaggero.it

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