Fase 2, «Cercasi maestre per lezioni a casa»: ecco come si usa il bonus baby sitter, ma si può fare?

Venerdì 8 Maggio 2020 di Veronica Cursi

Il detto dice: «Se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto». E allora, con lo scoccare della Fase 2 e il rientro di molti genitori a lavoro, se i bimbi non possono andare a scuola, la scuola va dai bimbi. Come? Utilizzando il famigerato bonus baby sitter, messo a disposizione dal governo, per pagare maestre che aiutino i bambini con i compiti a casa.

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Dopo due mesi di salti mortali, tra smart working e didattica a distanza, molte mamme hanno infatti deciso di autorganizzarsi. E sui social fioccano gli annunci di lavoro: «Cerco insegnanti per lezioni a casa», «universitari per compiti di scuola elementare». Qualcuno si chiede se lo si possa fare con insegnanti in cassa integrazione, (ipotesi questa poco prevedibile), altri cercano educatrici di asili nido e materne in attesa che le strutture (forse) riaprano a giugno. Una situazione inevitabile dal momento che - soprattutto per i bambini più piccoli - l’home schooling non basta: è impensabile che studenti di prima o seconda elementare possano svolgere senza aiuti la mole di lavoro che le scuole richiedono.

Ma si può fare? E' necessario ricordare che, chi usufruisce del bonus, deve registrarsi come "prestatore di lavoro occasionale" sul sito dell’Inps dove verrà accreditato il voucher. In molti pensano che assumere temporaneamente un insegnante  potrebbe essere un investimento per il futuro se a settembre, nella peggiore delle ipotesi, la scuola dovesse riprendere online. A mali estremi, estremi rimedi.  

Ultimo aggiornamento: 14:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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