È già ricominciata la scuola ma per diventare calciatori

Domenica 2 Settembre 2018 di Mimmo Ferretti
E’ già ricominciata la scuola. Calcio, però. E sono spese. Perché una volta i ragazzini giocavano a pallone, oggi invece fanno calcio. Una volta bastava un paio di scarpini per sentirsi il prossimo attaccante della Nazionale, oggi se non hai il kit allenamento/gara firmato, lo scarpino griffato, lo scaldamuscoli, la tuta di rappresentanza, la maglia termica e il borsone con le ruote non sei nessuno. Una volta ti bastava una busta della spesa per portarti dietro tutto il necessario; oggi ti serve almeno un minisuv oppure un crossover per caricare armi e bagagli. Tutto questo senza contare la retta annuale da mollare alla società. Che ha le sue spese: il mister, il dirigente accompagnatore, il massaggiatore, l’addetto-stampa. Totale: da 800 a mille euro a stagione. Benzina esclusa. Perché si gioca il sabato o la domenica ma si fanno tre allenamenti a settimana. E il pupo mica può andare a calcio da solo. Così al campo è tutto un via vai di taxi familiari e di genitori costantemente avvelenati, perché andare tre volte a settimana dall’Eur a Settebagni o dalla Tuscolana al Torrino non è esattamente un viaggio di piacere. Ma per diventare campioni occorre fare sacrifici, giusto? E le mamme e i papà ne fanno davvero tanti, senza avere mai una maglia da titolari. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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