COVID

Ore in fila al drive in, poi la scoperta: «Nessun tampone a chi viene dopo la Mini blu»

Lunedì 19 Ottobre 2020 di Pietro Piovani
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Alla quarta ora di coda al drive in, Laura si è posta una domanda atroce: e se avessi sbagliato coda? Gli altri in fila dicevano di dover fare il tampone “antigenico”, quello rapido insomma, mentre a lei il medico aveva prescritto quello “molecolare”, quello più accurato che dà la risposta a distanza di giorni. In preda al panico, Laura ha abbandonato la macchina in mezzo a via Portuense ed è corsa a piedi per un chilometro buono fino all'inizio della fila, cioè all’ingresso del vecchio ospedale Forlanini, dove ha trovato un addetto a cui chiedere informazioni. E l’addetto le ha detto: «Signo’ ma lei sta prima o dopo la Mini blu?». Quale Mini blu? Di che parlava quell’uomo? «I tamponi so' finiti, se lei sta dopo la Mini blu targata CD se ne deve andà a casa». Laura ha obiettato che né lei né gli altri in coda erano stati informati. «Io so' passato stamattina ad avvertire, ho lasciato pure un cartello, l’avranno fatto cadé». Poi improvvisamente l’addetto si è messo a urlare in direzione di una donna su un’auto, davanti al cancello: «Signo’ vada via! Lei è positiva, deve stare a casa, non ci deve stare qua, ha capito?». La donna sembrava disperata, forse voleva essere ricoverata, chissà. Laura nel frattempo è corsa via con un solo pensiero in testa: trovare la Mini blu. E infine l’ha trovata, ferma in coda, per fortuna dopo l’auto di Laura. Ora però bisognava avvertire gli ignari inutilmente in fila dopo la Mini: se ne sono incaricati due ragazzi di buona volontà. Altre cinque ore di attesa e Laura è riuscita a fare il tampone, quello molecolare. L'attesa del risultato invece è stata - almeno quella - più breve del previsto, meno di due giorni. Esito del test: negativo. 

pietro.piovani@ilmessaggero.it

Ultimo aggiornamento: 09:49 © RIPRODUZIONE RISERVATA