Coronavirus, Videochat in ciabatte ma con lo sfondo giusto: i colleghi ci entrano in casa

Carlo Verdone nel salotto di casa, in un video postato in questi giorni su Facebook
di Pietro Piovani
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Lunedì 16 Marzo 2020, 00:29 - Ultimo aggiornamento: 07:46

Per colpa del coronavirus non ci incontriamo più, ma in un certo senso non ci siamo mai conosciuti così bene. In questa stagione di solitudini e di silenzi, stiamo aprendo i luoghi intimi della nostra vita a persone che prima non avremmo mai pensato di far entrare in casa. Nelle videochat private, nelle videoconferenze, nei gruppi di WhatsApp, concediamo a colleghi di lavoro e compagni di scuola una visita in salotto, nello studio, in terrazzo.

Anche in camera da letto a volte, perché non tutti hanno la disponibilità di tante stanze e gli spazi dell’appartamento vanno divisi con i parenti. I quali parenti - può succedere - fanno irruzione nei monitor, urla di bambini e sfoghi di coniugi esasperati che interrompono le teleconferenze aziendali. Ognuno sceglie il suo sfondo, si fanno le prove di inquadratura, si cerca la luce giusta.

L’abbigliamento passa in secondo piano, specialmente dalla cintola in giù va bene tutto, anche ciabatte e pantaloni del pigiama: fondamentale invece è non sbagliare il quadro alla parete o il libro sullo scaffale. Oggi ho una riunione importante e non so che sfondo mettermi. I vestiti non contano però i capelli sì, quelli si vedono, e con i parrucchieri chiusi le donne vanno in crisi. L’altro giorno un’insegnante collegata via Skype protestava con la collega impegnata a organizzare le lezioni online: «Sia chiaro: io dai miei alunni con questa ricrescita non mi faccio vedere».

pietro.piovani@ilmessaggero.it

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