Zuffe, sfregi al Colosseo e infradito:
ecco l’assalto dei “visitors” vandali

di Mauro Evangelisti
Fermate i visitors che passeggiano in centro a torso nudo, si tuffano nelle fontane, si accomodano quasi scalzi al ristorante, usano le pietre del Colosseo come fossero la bacheca di Facebook, scatenano guerre a Fontana di Trevi tra eserciti dei selfie. Il problema di Roma con la maleducazione di molti turisti è quello di una grande città dove si lavora e si conduce una vita ordinaria che per centinaia di migliaia di visitatori di tutto il mondo è poco più di un parco divertimenti, una destinazione delle vacanze dove lasciarsi andare. D’estate, con il caldo da inferno-alto, per alcuni appare normale passeggiare vicino al Pantheon a torso nudo come se fosse una spiaggia di Phuket (a Roma non si può fare, si rischia una multa di 50 euro); le fontane storiche sono viste come delle perfette piscine gratuite; l’ansia da foto con lo smartphone, anche senza sfociare nelle risse, a volte è foriera di involontari spintoni; i casi di turisti che con il coltellino incidono il loro nome sui muri del Colosseo ormai sono numerosi e desolanti. Se può consolare, è la deriva che coinvolge tutte le città con una vita normale invase dai visitors-turisti: a Barcellona, in questi giorni, i quotidiani parlano di sciami di turisti che si accampano nelle vie principali in costume e completamente sbronzi.
Sabato 11 Agosto 2018 - Ultimo aggiornamento: 00:17

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1 di 1 commenti presenti
2018-08-11 08:55:37
Il turismo low cost è una piaga da debellare, è la principale causa dell'orda barbarica che invade Roma e tutte le città d'arte. La verità è che a Roma "semo troppi".
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